Meloni e il bancario, anatomia di un complotto immaginario
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Redazione Interno
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Un bancario di Bitonto, Vincenzo Coviello, è al centro di un'inchiesta che ha scosso l'Italia. Coviello, ex dipendente di Intesa Sanpaolo, è accusato di aver spiato i conti correnti di migliaia di persone, tra cui politici, celebrità e gente comune. La vicenda ha assunto toni complottistici quando Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ha insinuato che dietro l'azione di Coviello ci fosse una "manina straniera".
Secondo le indagini, Coviello avrebbe utilizzato la sua posizione lavorativa per accedere ai dati riservati di 3.572 persone, tra cui 34 politici. Tra le vittime illustri figurano la premier Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto. La procura di Bari sta cercando di ricostruire tempi, modalità e tipologia degli accessi ai dati, nonché eventuali contatti che Coviello potrebbe aver avuto prima o dopo ogni accesso.
Al Bano Carrisi, celebre cantautore pugliese, è tra le vittime di questo scandalo. Carrisi ha espresso il suo disappunto, definendo l'azione di Coviello come spionaggio e non semplice curiosità. "Non parliamo di due o tre persone, ma di migliaia", ha dichiarato Carrisi, sottolineando la gravità della situazione.
Le autorità hanno sequestrato smartphone, tablet, hard disk e altri dispositivi informatici di Coviello per cercare di rispondere a un interrogativo cruciale: si tratta di una morbosa curiosità personale o di un disegno con un mandante? La risposta a questa domanda potrebbe svelare se Coviello agiva da solo o se era parte di un complotto più ampio.




