Trump accusa Putin: "Ha perso il controllo, la Russia pagherà per le sue azioni"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Washington – In un intervento a sorpresa all’aeroporto di Morristown, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un attacco senza precedenti contro Vladimir Putin, definendolo "impazzito" e responsabile di una spirale di violenza che, a suo dire, potrebbe segnare il crollo della Russia. "Sta uccidendo innocenti senza motivo, lanciando missili e droni sulle città ucraine", ha affermato Trump, che pure in passato aveva sempre mantenuto un tono ambiguo nei confronti del leader del Cremlino.
Pur ricordando di aver avuto "un buon rapporto" con Putin, il presidente americano ha ammesso che qualcosa, in lui, è cambiato. "Gli è successo qualcosa – ha aggiunto – e se continua così, porterà la Russia alla rovina". Una previsione che Trump ha legato all’obiettivo, da lui più volte denunciato, di Mosca di annettersi l’intera Ucraina. "Voleva tutto, non solo una parte, e ora lo sta dimostrando", ha osservato, lasciando intendere che la strategia russa potrebbe rivelarsi un boomerang.
Non sono mancate, tuttavia, critiche anche per Volodymyr Zelensky, accusato di alimentare la crisi con le sue dichiarazioni. "Non sta facendo un favore al suo paese parlando in quel modo – ha scritto Trump su Truth Social –. Ogni sua parola crea problemi, e sarebbe meglio che tacesse". Un’affermazione che risuona come un monito, sebbene il presidente americano non abbia chiarito a quali esternazioni si riferisse.
Intanto, i fatti sembrano confermare le preoccupazioni di Trump. Nella notte tra martedì e mercoledì, Kiev e altre città sono state colpite dal più massiccio attacco dall’inizio della guerra: 367 tra missili e droni, 12 vittime, tra cui tre bambini di 8, 12 e 17 anni. Una strage che ha riacceso le condanne internazionali, mentre da Mosca continuano a giungere segnali di intransigenza. Già nei giorni scorsi, fonti americane avevano rivelato che Putin, in una telefonata con Trump, avrebbe escluso qualsiasi apertura negoziale, convinto di poter vincere militarmente.




