Nuova Dacia Duster: come si comporta la versione ibrida completa con Gpl e trazione integrale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La parola d'ordine, per l'ultima generazione della Dacia Duster, è senza dubbio versatilità, un concetto che trova la sua espressione più compiuta nella configurazione Hybrid-G 150 4x4. Questa motorizzazione, la cui definizione merita una precisazione tecnica, combina un motore termico a benzina da 1.2 litri turbo a tre cilindri con un'unità elettrica da 48 volt e una batteria da 0.84 kWh, un insieme che consente una marcia puramente elettrica per brevi tratti, nell'ordine di poche centinaia di metri. Il cambio, un automatico a sei rapporti gestibile anche tramite palette al volante, completa un quadro meccanico pensato per conciliare diverse esigenze di guida, dalle ripetute partenze in città alla percorrenza di tragitti più lunghi.

L'evoluzione ibrida e le offerte sul mercato

Di recente, la gamma della Duster si è arricchita con l'arrivo della versione Hybrid 155, un powertrain full hybrid che era stato inizialmente presentato sul modello più grande Bigster. Questo sistema, più complesso del mild hybrid, integra un motore a benzina a quattro cilindri da 109 cavalli con due unità elettriche, una delle quali da 50 CV, una batteria da 1.4 kWh e un cambio multimodale particolare, che gestisce separatamente i rapporti del motore termico e di quello elettrico. Proprio su questa variante full hybrid la casa automobilistica ha lanciato una promozione finanziaria, valida fino al prossimo gennaio, che propone un canone mensile di partenza particolarmente contenuto.

Dalle prestazioni sulla carta ai test su strada

Le prove su strada, condotte su modelli affini, aiutano a delineare il profilo di efficienza di queste motorizzazioni ibride. Un test di consumi reali effettuato sulla Dacia Bigster, che condivide la tecnologia full hybrid, ha infatti registrato dati incoraggianti per un veicolo di tali dimensioni, percorrendo un tragitto significativo con un consumo medio particolarmente basso e una spesa per il carburante limitata. Risultati che, sebbene riferiti a un modello differente, offrono un indizio tangibile sulle potenzialità dei propulsori ibridi dell'azienda rumena in condizioni di utilizzo misto, lontano dai cicli omologativi di laboratorio.

La combinazione inedita: mild hybrid, Gpl e trazione integrale

L'aspetto forse più interessante della proposta, tuttavia, risiede nella possibilità di abbinare il sistema mild hybrid da 1.2 litri non solo alla trazione integrale e al cambio automatico, ma anche a un impianto a gas (Gpl). Si tratta di una soluzione unica sul mercato, che punta a massimizzare l'economia di esercizio senza rinunciare alla praticità della doppia alimentazione e alla capacità di affrontare terreni più impegnativi garantita dalla trazione sulle quattro ruote. Una vettura che, nella configurazione "completa", si propone dunque come un compagno di viaggio adatto tanto al traffico urbano, dove sfrutta i vantaggi dell'ibrido leggero e del Gpl, quanto a percorsi fuori dall'asfalto, dimostrando una vocazione politecnica che pochi competitor possono eguagliare a un prezzo simile.

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