Sci, a Zauchensee domina ancora Lindsey Vonn, Goggia lontana mentre brilla Pirovano
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Redazione Sport
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La neve, caduta copiosa e insistente nelle ore precedenti, aveva già imposto una modifica sostanziale al tracciato della discesa libera di Zauchensee, spostando più in basso il cancello di partenza e accorciando il percorso in quello che, alla fine, è stato definito una "mini discesa". Una condizione che, se da un lato ha limitato la selettività tecnica della pista, dall'altro ha aperto la porta a un'esperta conoscitrice di quelle montagne, capace di sfruttare al massimo ogni minimo appiglio: Lindsey Vonn, che a 41 anni ha scritto un nuovo, fulgido capitolo della sua leggendaria carriera. L'americana, il cui ritorno alle competizioni è stato coronato da un immediato successo a St. Moritz, ha infatti replicato in Austria dipingendo una prova di pura classe, dove la potenza dello scivolamento si è unita a una precisione millimetrica nelle traiettorie, consentendole di staccare tutte le rivali.
Il cronometro, che non ammette repliche, ha fermato il tempo della Vonn su 1'06"24, un gap significativo considerata la brevità della prova. A doversi accontentare delle piazze d'onore, con un distacco di 37 centesimi, è stata la norvegese Kajsa Vickhoff Lie, mentre il podio è stato completato da un'altra atleta statunitense, Jacqueline Wiles, staccata di 48 centesimi dalla connazionale. La giornata, che offriva un banco di prova importante in vista dei prossimi appuntamenti olimpici, ha invece riservato una delusione per Sofia Goggia, la quale, partita con altri propositi, si è ritrovata confinata in una posizione anonima, la diciassettesima, lontana dalle luci della ribalta.
Proprio la Goggia, che non ha nascosto la propria amarezza, ha tuttavia colto l'occasione per rendere omaggio alla vincitrice, sottolineando come l'episodio rappresenti un insegnamento: "Io sono una che si mette sempre in discussione", ha ammesso l'azzurra, evidenziando poi la necessità di "saper sciare forte in tutte le condizioni, indipendentemente da quali esse siano". Un'analisi che, pur nel momento difficile, dimostra una lucida presa di coscienza, quasi che la maestria della Vonn, capace di trionfare in un contesto così particolare, abbia fornito una lezione oggettiva su cosa significhi adattamento e completezza tecnica.




