Are, Scheib vince il gigante e si prende la coppa. Goggia fuori nella seconda manche, Zenere decima
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
C’è un nuovo volto, giovane e determinato, a dominare la scena dello slalom gigante femminile. Sulla pista svedese di Are, teatro del penultimo appuntamento stagionale della Coppa del mondo prima delle attese finali, l’austriaca Julia Scheib ha offerto una prova di forza e carattere, imponendosi con il tempo complessivo di 2'22"41 e, fatto ben più rilevante, conquistando aritmeticamente la sfera di cristallo di specialità. Un successo, il suo, maturato in un pomeriggio che ha riservato colpi di scena e capovolte di classifica, con la diretta antagonista Camille Rast, leader dopo la prima discesa, che è incappata in un errore fatale nella manche decisiva uscendo di scena. Per l’Austria, patria dello sci, questo alloro mancava da un decennio, a sottolineare la portata dell’impresa compiuta dalla nuova campionessa, capace di gestire la pressione e di attaccare con intelligenza sul ripido tracciato di Störtloppsbacken. alle spalle della trionfatrice, il podio di giornata ha visto brillare la statunitense Paula Moltzan, staccata di trentasei centesimi e brava a sfruttare un’ottima seconda parte di gara, e la neozelandese Alice Robinson, giunta terza con un ritardo di settantacinque centesimi. Da registrare, più indietro, il quarto posto della tedesca Emma Aicher, la quale, con questa prestazione, rosicchia ulteriori punti preziosi a Mikaela Shiffrin nella lotta per la Coppa del mondo generale. La campionessa americana, Shiffrin, ha concluso al quinto posto, protagonista di un notevole recupero di sette posizioni nella seconda manche, dopo un primo atto opaco e condizionato da un errore grossolano che le era costato caro in termini di tempo. Il duello per il grande trofeo, con la tedesca Aicher ora distante solo centoventi lunghezze e ancora cinque prove da disputare, rimane apertissimo e si sposterà proprio sulle nevi norvegesi di Hafjell, sede delle finali.
La domenica storta di Sofia Goggia e la top ten di Asja Zenere
La spedizione azzurra, dal canto suo, esce dalla tappa scandinava con sensazioni contrastanti e il rammarico per un’occasione forse sprecata. L’attenzione era tutta puntata su Sofia Goggia, reduce da una prima manche solida che l’aveva vista chiudere all’ottavo posto, non lontana dalle posizioni che contano e con buone sensazioni, come lei stessa ha poi raccontato, riguardo al ritmo e all’adattamento alla neve primaverile. Nella seconda discesa, però, è bastato un istante per mandare all’aria ogni progetto: un dosso, forse affrontato con troppa aggressività, l’ha letteralmente “sparata via” – sono parole sue – impedendole di mantenere la linea e costringendola all’uscita di pista. Un verdetto severo che la priva di un piazzamento di prestigio e le toglie la possibilità di accumulare ulteriore fiducia in vista degli appuntamenti clou che la attendono, in particolare nelle discipline veloci dove è in lizza per la coppa di supergigante.
A raccogliere l’eredità di una giornata complessa per i colori italiani ci ha pensato Asja Zenere. La sciatrice di Enego, classe 1996, ha confermato la sua continuità di rendimento tra le porte larghe chiudendo in decima posizione, a 2"78 dalla vetta. Un risultato di rilievo, che le garantisce l’accesso alle finali e che assume un peso specifico considerevole se rapportato alle condizioni insidiose del manto nevoso e alla caratura dell’avversario. Non una gara semplice per le altre azzurre: Ilaria Ghisalberti ha eguagliato il suo miglior risultato in carriera nella specialità con il diciottesimo posto, mentre Laura Pirovano, al ritorno in gigante dopo un lungo periodo di assenza, ha chiuso ventitreesima, mostrando comunque segnali confortanti e un sorriso al traguardo. Più in difficoltà Lara Della Mea, ventunesima, limitata da un persistente mal di schiena che ne ha condizionato la prestazione in entrambe le manche.
Il duello per la generale si infiamma in vista delle finali
Oltre ai verdetti già emessi, la gara di Are ha proiettato ombre e luci sulla volata finale che deciderà la regina assoluta di questa Coppa del mondo. La quinta piazza di Mikaela Shiffrin, se da un lato le consente di mantenere un margine rassicurante sulla rivale Emma Aicher, dall’altro non chiude certo i giochi. La ventiduenne tedesca, con un quarto posto che profuma di impresa, ha dimostrato ancora una volta di poter competere ad altissimi livelli in qualsiasi disciplina, rappresentando un'incognita non da poco per la più titolata collega a stelle e strisce. Il divario di 120 punti, con cinque gare ancora da disputare – due discese, due supergiganti e uno slalom – lascia ampi margini per colpi di scena. La stessa Shiffrin, reduce da un infortunio e in cerca della migliore condizione, sa bene che ogni uscita di pista o errore di valutazione potrebbe rivelarsi fatale.
Il circo bianco si sposterà dunque in Norvegia, dove a Lysgårdsbakken e Kvitfjell si assegneranno gli ultimi, decisivi titoli. Per Julia Scheib, intanto, la valigia può già riporre il primo, pesante trofeo di una carriera che si annuncia luminosa. Per l’Italia, e in particolare per Sofia Goggia, l’appuntamento con il riscatto è fissato tra le nevi norvegesi, dove la velocità tornerà a fare da padrona e dove i sessantatré punti di vantaggio nella classifica di supergigante rappresentano un tesoretto da difendere con le unghie e con i sci. La stagione, si sa, regala sempre un’ultima emozione.




