Lvmh debole a Parigi, accoglienza tiepida per i ricavi del terzo trimestre

Lvmh debole a Parigi, accoglienza tiepida per i ricavi del terzo trimestre
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Lvmh è debole alla Borsa di Parigi dopo la pubblicazione dei ricavi dei primi nove mesi del 2026, che hanno evidenziato una crescita organica ancora positiva ma un rallentamento nel terzo trimestre, soprattutto a causa del contesto meno dinamico in Cina. Il colosso francese del lusso ha registrato un fatturato di 57,1 miliardi di euro nei primi nove mesi dell'anno, in calo del 2% a tassi correnti e in crescita del 2% su base organica.

Nel periodo luglio-settembre, tuttavia, la crescita organica dei ricavi si è fermata all'1%, rallentando rispetto al trimestre precedente, mentre Stati Uniti, Europa e Giappone hanno continuato a mostrare una buona tenuta.

Il peso della divisione moda e pelletteria

La divisione Moda e Pelletteria, che comprende marchi di punta come Louis Vuitton e Dior e che da sola vale circa la metà del giro d'affari del gruppo, ha registrato ricavi per 26,39 miliardi di euro nei nove mesi, in calo del 4% a tassi correnti e del 2% su base organica. Nel solo terzo trimestre, le vendite del segmento sono scese del 5% a perimetro e cambi costanti, un calo superiore alle attese degli analisti, che secondo quanto riportato da Bernstein si attestavano su una flessione dell'1,8%.

Il direttore finanziario Cécile Cabanis ha attribuito il rallentamento a un contesto di consumo più difficile tra la clientela cinese, aggiungendo che una parte della debolezza di Louis Vuitton è dovuta a un'interruzione logistica e dei trasporti di natura occasionale, costata oltre un punto percentuale di crescita nel trimestre.

Le altre divisioni compensano parzialmente

A livello organico, nei primi nove mesi dell'anno la business unit che ha registrato la crescita maggiore è stata Watches & Jewelry, con un incremento dell'8%, seguita da Selective Retailing, che comprende Sephora, a +6%, e da Wines & Spirits a +5%. Performance positive che sono riuscite a compensare solo in parte il calo della linea di business principale.

La catena di distribuzione Sephora ha continuato a guadagnare quote di mercato in diversi Paesi, consolidando la propria posizione di leadership globale nel retail della cosmesi, con un fatturato di 12,4 miliardi di euro per la divisione Selective retailing. Il comparto beauty del gruppo si è attestato a 5,9 miliardi di euro nei nove mesi.

La vicenda cinese con Molly Tea

Sul fronte cinese, il rallentamento delle vendite di Louis Vuitton si inserisce in un contesto reso più complesso anche dalla disputa legale con la catena locale di bubble tea Molly Tea. Louis Vuitton ha intentato causa per violazione del marchio, accusando la società di aver copiato il celebre fiore a quattro petali, e a luglio ha ottenuto una vittoria in tribunale con il riconoscimento della contraffazione.

La vicenda ha però suscitato un'ondata di indignazione sui social media cinesi, con consumatori che hanno difeso la catena di tè sostenendo che il motivo floreale richiamasse un disegno della dinastia Tang. Secondo la società di ricerca JL Warren Capital, le ripercussioni negative si sono riflesse sulle vendite con cali a doppia cifra nei mesi estivi, passando da circa il 30% di luglio a una stima del 20-25% ad agosto.

Le reazioni degli analisti

Gli analisti di Barclays, pur confermando il rating overweight su Lvmh, hanno tagliato il target price da 590 a 470 euro e le stime sul fatturato del quarto trimestre 2026 per la divisione Moda e Pelletteria a -1,1%, dal precedente +1,2%. Jefferies ha mantenuto la raccomandazione Hold ma ha ridotto il prezzo obiettivo da 440 a 415 euro, segnalando che i risultati trimestrali sono stati inferiori alle attese a causa della debolezza della moda.

Bernstein ha confermato il giudizio Outperform con un prezzo obiettivo di 480 euro, sottolineando che il rilancio del marchio richiederà tempo e che i primi effetti duraturi degli interventi correttivi potrebbero manifestarsi soltanto nell'arco di due o tre trimestri. Nel complesso, il prezzo obiettivo medio raccolto da 28 analisti è sceso a 498,22 euro da 511,18.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.