James Van Der Beek, l’ultimo saluto del fratello e la generosa donazione di Spielberg

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il silenzio che avvolge la scomparsa di James Van Der Beek, venuto a mancare mercoledì scorso all’età di quarantotto anni dopo una battaglia durata due anni e mezzo contro un tumore al colon-retto, è stato rotto solo dalle voci di chi gli voleva bene e che ora, attraverso i social e iniziative concrete, cerca di tenere viva la memoria dell’attore che per una generazione è stato e resterà sempre Dawson Leery. Tra i tanti tributi, che hanno visto susseguirsi messaggi di colleghi e amici, a colpire per intensità e intimità è stata la lunga lettera pubblicata dal fratello Jared, un post che svela il legame profondissimo che univa i due, descritto con parole semplici ma cariche di significato: «Era la mia persona», ha scritto Jared, un’espressione che nell’economia del dolore familiare assume il peso di un testamento affettivo, quasi a voler sigillare un rapporto che andava ben oltre la semplice parentela.

Una raccolta fondi che ha superato ogni più rosea aspettativa

Nel frattempo, al di là delle manifestazioni pubbliche di cordoglio, si è mossa con straordinaria rapidità la macchina della solidarietà hollywoodiana, concretizzatasi in una campagna di raccolta fondi lanciata sulla piattaforma GoFundMe da amici stretti della coppia, un’iniziativa nata con l’obiettivo di sostenere economicamente la moglie Kimberly e i sei figli – Olivia, Joshua, Annabel, Emilia, Gwendolyn e Jeremiah – rimasti a dover fare i conti, oltre che con un lutto devastante, anche con le pesanti ricadute finanziarie lasciate da una lunga e costosa malattia. L’appello, partito con una richiesta iniziale di cinquecentomila dollari, è letteralmente andato in tilt nel giro di poche ore, superando il milione e poi il milione e mezzo, per attestarsi attualmente su una cifra che ha varcato la soglia dei due milioni di dollari, un risultato reso possibile grazie al contributo di oltre quarantamila donatori.

Il gesto simbolico del regista che Dawson sognava di incontrare

Tra le donazioni più consistenti, e certamente quella dal maggior valore simbolico, spicca il nome di Steven Spielberg, il quale insieme alla moglie Kate Capshaw ha versato venticinquemila dollari, una cifra che tra i contributi raccolti figura tra le più elevate e che assume un significato quasi poetico per chiunque abbia seguito le vicende del piccolo schermo. Il riferimento, ed è impossibile non coglierlo, è alla passione che ossessionava il personaggio di Dawson Leery, aspirante regista che tappezzava la propria stanza con i poster dei film di Spielberg e che sognava un giorno di poterlo incontrare, un’idolatria giovanile che il premio Oscar aveva già avuto modo di ironizzare lo scorso anno, durante una reunion della serie a New York, quando in un videomessaggio si era rivolto a un ideale Dawson dicendogli: «Ce l’hai fatta. Forse un giorno avrò anch’io un armadio alla Dawson». Lo stesso regista Jon M. Chu, che firmerà il prossimo capitolo di Wicked, ha voluto contribuire con diecimila dollari, mentre l’attrice Zoe Saldaña ha scelto di impegnarsi con una donazione mensile di duemilacinquecento dollari, a dimostrazione di quanto il mondo dello spettacolo si sia stretto attorno alla vedova e ai bambini.

L’eredità artistica di un volto che ha segnato un’epoca

La scomparsa di Van Der Beek, che lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia e in quanti gli volevano bene, arriva a pochi mesi di distanza da alcune sue ultime apparizioni pubbliche in cui l’attore, pur mostrandosi provato, non aveva mai perso quel sorriso ironico e quella capacità di guardare con lucidità alla propria condizione, parlando apertamente della diagnosi ricevuta nel 2023 e dell’importanza della prevenzione. Dopo la scoperta del tumore, che gli era stato diagnosticato grazie a una colonscopia sollecitata da sintomi che inizialmente sembravano banali, l’attore aveva più volte sottolineato quanto quell’esperienza lo avesse trasformato interiormente, spingendolo a rivedere le proprie priorità e a dedicarsi con maggiore consapevolezza alla famiglia, quel nucleo composto dalla moglie, sposata nel 2010, e dai sei figli che oggi si trovano a piangerlo. E se il mondo continua a ricordarlo con il volto del giovane sognatore del piccolo schermo, per chi gli è stato accanto fino alla fine, come il fratello Jared o gli amici Alfonso Ribeiro e Stacy Keibler che gli sono stati vicini negli ultimi istanti nella sua casa in Texas, resterà impresso l’uomo che lottava con dignità, quello stesso uomo che in un’intervista di pochi mesi fa confessava di provare paura, ma anche di essere grato per la presenza che la malattia gli aveva regalato.

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