Puglia, 30 milioni per l'agricoltura: 10 contro il caro gasolio e 20 per le filiere
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Redazione Interno
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Dieci milioni di euro destinati ad abbattere il costo del carburante agricolo e venti milioni per sostenere le filiere produttive. È il pacchetto da trenta milioni annunciato dalla Regione Puglia per rispondere alla crisi che sta mettendo in ginocchio le imprese agricole del territorio. Le risorse sono state presentate dall'assessore regionale all'Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, nel corso della manifestazione organizzata da Coldiretti Puglia a Bari, dove alcune migliaia di imprenditori agricoli e olivicoli si sono radunati per chiedere interventi immediati.
La mobilitazione degli agricoltori
Il corteo è partito dalla spiaggia di Pane e Pomodoro, sul lungomare barese, e ha raggiunto la sede dell'assessorato regionale all'Agricoltura. Circa cinquemila agricoltori, secondo gli organizzatori, hanno sfilato con i trattori per portare all'attenzione della Regione una situazione diventata insostenibile. Tra le principali criticità denunciate figurano il rincaro del gasolio, l'aumento dei costi dei fertilizzanti, le tariffe irrigue e le difficoltà di accesso al credito.
I manifestanti hanno chiesto la dichiarazione dello stato di crisi del settore agricolo e un piano straordinario di sostegno per tutte le filiere, dalla cerealicoltura all'olivicoltura, dal vino alla zootecnia fino all'ortofrutta.
Il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, ha sottolineato come il caro gasolio stia facendo esplodere i costi delle lavorazioni, mentre fertilizzanti ed energia continuano a pesare sui bilanci aziendali. «Non è accettabile che gli agricoltori debbano acquistare carburante, fertilizzanti e altri mezzi tecnici a prezzi sempre più elevati, mentre il valore delle loro produzioni non garantisce una remunerazione adeguata», ha dichiarato Cavallo durante la mobilitazione.
Il crollo dei prezzi dell'olio extravergine
Uno dei fronti più critici riguarda il comparto olivicolo-oleario. Il prezzo dell'olio extravergine di oliva italiano ha registrato un calo del 47% nell'ultimo anno, passando dai picchi di 9 euro al chilo a quotazioni che oscillano tra i 4 e i 4,20 euro, con alcune segnalazioni che scendono fino a 3,80 euro. A determinare il ribasso è stato soprattutto il recupero della produzione in Spagna dopo due annate di siccità: le stime indicano un raccolto di circa 1,6 milioni di tonnellate, in aumento del 29% rispetto alla campagna precedente.
La Puglia, regione leader dell'olivicoltura nazionale, è il termometro più sensibile di questa crisi. I frantoi si trovano con ingenti quantitativi di olio invenduto, mentre i costi di produzione continuano a crescere. Secondo il presidente di Unapol, Tommaso Loiodice, ai livelli attuali le aziende non riescono a coprire i costi, aggravati anche dall'aumento delle spese energetiche. Per garantire la sostenibilità economica del comparto, il prezzo dell'olio non dovrebbe scendere sotto i 7 euro al chilo.
Tra le richieste dei produttori figurano una revisione delle importazioni agevolate di olio da Paesi extra Ue e una maggiore applicazione delle norme contro le pratiche commerciali sleali e le vendite sottocosto.
Controlli e rigenerazione degli oliveti
Nel corso dell'incontro con i rappresentanti del mondo agricolo, Paolicelli ha assicurato un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera, con particolare attenzione alla lotta alle frodi nel comparto oleario. «Garantiremo controlli più stringenti a tutela degli agricoltori, della qualità delle produzioni pugliesi e della salute dei cittadini», ha affermato l'assessore. L'obiettivo dichiarato è rafforzare la trasparenza del mercato e contrastare le irregolarità che penalizzano le aziende e compromettono la valorizzazione dei prodotti locali.
L'assessore ha inoltre anticipato che il 15 ottobre, insieme al direttore di AGEA, sarà presentato un bando da 30 milioni di euro per la rigenerazione degli oliveti colpiti dalla Xylella, un passaggio definito importante per accelerare il rilancio del comparto olivicolo e sostenere le aziende interessate. Coldiretti Puglia ha accolto l'annuncio del pacchetto da trenta milioni come un primo risultato della mobilitazione, precisando tuttavia che le risorse dovranno rappresentare soltanto l'avvio di una strategia più strutturata.
«I 30 milioni sono un primo risultato, ma devono essere il punto di partenza di una strategia regionale capace di garantire reddito, competitività e futuro alle imprese agricole pugliesi», ha sottolineato l'organizzazione.
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