Conto termico 3.0 e nuovi requisiti energetici: cosa prevedono i decreti approvati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo ha dato il via libera al Conto termico 3.0, il provvedimento che rinnova gli incentivi per le rinnovabili e gli interventi di efficienza energetica, dopo l’ok della Conferenza Unificata. Il testo, la cui pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è imminente, introduce modifiche significative: più fondi a disposizione, l’estensione degli accessi a privati e Terzo Settore, e l’inserimento di nuove tipologie di interventi ammessi. Una spinta attesa per invertire il calo delle installazioni, soprattutto nel settore residenziale, dove gli investimenti hanno subito un rallentamento negli ultimi anni.

Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto, il GSE renderà operativo il portale per le richieste, avviando così la fase concreta delle domande. Le novità riguardano anche i tempi di erogazione degli incentivi, che dovrebbero ridursi rispetto al passato, semplificando un iter spesso criticato per la sua lentezza. Intanto, il ministero sta ultimando il Piano sociale per il clima da 9,3 miliardi, destinato a sostenere famiglie e imprese nella transizione ecologica, prima della trasmissione alla Commissione Ue.

Parallelamente, è in arrivo il decreto requisiti minimi 2025, che punta ad allineare gli standard del patrimonio edilizio italiano a quelli europei. L’entrata in vigore è prevista 180 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, presumibilmente all’inizio del 2026, e le nuove regole riguarderanno principalmente le ristrutturazioni importanti, lasciando invariati i criteri per gli interventi minori. Tra le novità più rilevanti, l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) sarà ampliato: per gli immobili non residenziali dovrà includere, oltre ai consumi per riscaldamento, anche quelli per raffrescamento, illuminazione e sistemi verticali.

Nel frattempo, il settore legno-arredo ha presentato un report sulle tendenze dell’estate 2025 durante la riunione congiunta dei Consigli nazionali di Confartigianato Arredo e Confartigianato Legno, segnalando un aumento della domanda di soluzioni sostenibili, sebbene i dati completi non siano ancora stati diffusi.

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