Trump attacca Powell sulla Fed, mentre due governatori chiedono un taglio dei tassi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Federal Reserve, dopo aver mantenuto invariati i tassi di interesse nella riunione del 30 luglio, si trova al centro di un acceso dibattito interno, con due membri del Federal Open Market Committee (FOMC) che hanno espresso dissenso. Christopher Waller e Michelle Bowman, quest’ultima anche vicepresidente per la Vigilanza, avrebbero preferito una riduzione immediata di 25 punti base, sostenendo che aspettare ulteriori segnali di indebolimento del mercato del lavoro potrebbe rivelarsi un errore.

«Dobbiamo agire ora, non quando sarà troppo tardi», ha affermato Waller, sottolineando la necessità di un intervento proattivo per evitare un rallentamento più marcato dell’economia. Bowman, dal canto suo, ha ribadito che i rischi di un’eccessiva prudenza potrebbero aggravarsi, soprattutto in un contesto in cui le pressioni inflazionistiche mostrano segni di attenuazione. Le loro posizioni, seppur minoritarie, rivelano una frattura nel consenso della Fed, tradizionalmente orientato a privilegiare la stabilità monetaria.

Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato i suoi attacchi contro Jerome Powell, definendolo «un disastro» e rinnovando l’appellativo «Too Late» in un post su Truth Social. «Se continua a rifiutarsi di tagliare i tassi, il board dovrebbe assumere il controllo», ha scritto, usando toni che lasciano trasparire una crescente impazienza verso la politica monetaria attuale. Trump, che da mesi critica la linea della Fed, ha insistito sull’urgenza di un allentamento, sostenendo che un intervento immediato favorirebbe l’economia americana.

Le dichiarazioni dei due governatori, sebbene non direttamente collegate alle esternazioni di Trump, sembrano in parte avallarne le preoccupazioni. Waller, in particolare, ha evidenziato come un taglio tempestivo potrebbe prevenire un deterioramento del mercato del lavoro, un argomento che il presidente ha più volte sollevato. Tuttavia, la Fed – che opera in autonomia rispetto alla Casa Bianca – non ha finora mostrato cedimenti, mantenendo i tassi nel range 4,25-4,5%.

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