Waterfront Mall a Genova, la sfida della grande distribuzione e il grido d’allarme del commercio di vicinato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre i riflettori si accendono sul nuovo polo commerciale affacciato sul mare, con l’inaugurazione fissata per venerdì 27 marzo alle 15.30, il cantiere del Waterfront Mall al Palasport vive le ultime concitate ore di preparazione. A poche ore dal taglio del nastro, si rincorrono gli interventi per rifinire i dettagli: il muretto antistante la rotonda della Foce attende ancora una mano di vernice, il manto stradale davanti alle vetrine non è ancora stato completato e diversi pannelli di allestimento sono in fase di posa. Si tratta, come spesso accade in queste circostanze, di una corsa contro il tempo per arrivare pronti all’appuntamento con il pubblico, in quella che si preannuncia come una delle operazioni di trasformazione urbana più imponenti degli ultimi anni.
La struttura, che si sviluppa su un’area di 27mila metri quadrati complessivi di superficie agibile, con 15mila destinati alla vendita, ospiterà a regime circa un centinaio di attività. Un mix che spazia dalla moda, con marchi come Guess, Piombo e North Sails, fino alla ristorazione veloce, con insegne come McDonald’s, Burger King e Old Wild West, passando per la grande distribuzione alimentare rappresentata da un supermercato Coop. L’architettura circolare, firmata dal masterplan di Renzo Piano attraverso il Renzo Piano Building Workshop, mira a integrare lo spazio commerciale con il contesto portuale, valorizzando l’affaccio sul mare attraverso vetrate ampie e una terrazza esterna dedicata al food & beverage. Il tutto è sostenuto da una struttura di parcheggi interrati da oltre 700 posti auto, un elemento che, nelle intenzioni dei progettisti, dovrebbe garantire accessibilità immediata ai visitatori.
L’opposizione storica di Confcommercio e il rischio desertificazione
Proprio sulla questione dei parcheggi, e più in generale sulla tenuta del tessuto commerciale tradizionale, si concentra la replica critica di Confcommercio Genova. L’associazione, che ha espresso contrarietà al progetto sin dalle sue fasi di concezione sotto le precedenti amministrazioni di centrodestra, torna a definire l’apertura come una “sfida senza precedenti” per il commercio di vicinato. Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio Genova, sottolinea la portata imponente dell’operazione, descrivendo il mall come una sorta di “città nella città” capace, secondo le previsioni più pessimistiche, di risucchiare via via flussi di clientela e risorse dal centro storico e dalle aree circostanti. Un impatto, questo, che l’associazione definisce “desertificante” per le vetrine storiche, un fenomeno già osservato in altre realtà urbane italiane dove la grande distribuzione ha messo in crisi i piccoli esercizi di prossimità.
La critica non si limita alla mera concorrenza commerciale, ma si sposta sul terreno delle infrastrutture e della mobilità. Se il nuovo mall dispone di centinaia di posti auto sotterranei, il centro cittadino – lamenta Confcommercio – continua a soffrire di una cronica carenza di spazi di sosta, un problema che scoraggia i potenziali acquirenti e complica la vita degli imprenditori. Oscar Cattaneo, vice presidente vicario di Confcommercio Genova, denuncia la disparità di condizioni: l’attrattiva del nuovo polo, facilitata dalla comodità del parcheggio, rischia di “dirottare” i genovesi verso il Palasport, lasciando il centro in una condizione di oggettiva difficoltà. La richiesta, in questo senso, è rivolta all’amministrazione comunale attuale: non più promesse, ma progetti concreti e cronoprogrammi certi per la realizzazione di nuovi parcheggi nel cuore della città.
La proposta concreta: un piano strutturale per la sosta agevolata
Di fronte a quella che considera una misura insufficiente da parte del Comune – la gratuità dei parcheggi a pagamento prevista solo per i primi due sabati successivi all’apertura – Confcommercio ha messo sul tavolo una controproposta strutturale, articolata in due fasi. La prima prevede la gratuità garantita per le prime due ore di sosta su tutti i posti blu del centro, tutti i giorni, attraverso un sistema di registrazione della targa ai parcometri o tramite app. Un meccanismo pensato per favorire la rotazione e l’accesso rapido ai servizi.
La seconda, più innovativa, è quella del cosiddetto “bonus shopping”: qualora il cittadino effettui un acquisto in un negozio di vicinato, la gratuità verrebbe raddoppiata a quattro ore. Il sistema, per funzionare, dovrebbe basarsi su una piattaforma digitale integrata che permetta all’esercente stesso di validare la sosta del cliente, comunicando la targa al gestore per estendere il tempo di sosta gratuita. “Il piccolo commercio – conclude la nota dell’associazione – non chiede privilegi ma chiede di poter competere ad armi pari, offrendo ai propri clienti la stessa accessibilità e accoglienza delle grandi strutture”. Una proposta, quella di Confcommercio, che mira a trasformare un momento di potenziale criticità – l’apertura di un colosso della vendita – in un’opportunità per ripensare l’accessibilità del centro storico, utilizzando la leva della sosta come volano per il commercio di prossimità.




