«Il cliente non esiste»: Warsteiner e l’offerta liquida che cambia la birra a Rimini
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Redazione Economia
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Il quartiere fieristico di Rimini si prepara ad accogliere, dal 15 al 17 febbraio, l’undicesima edizione di Beer&Food Attraction, e tra i padiglioni che ospiteranno i mille e duecento marchi attesi, lo spazio di Warsteiner – gruppo tedesco che in Italia ha saputo ritagliarsi un ruolo di osservatore privilegiato delle trasformazioni del consumo – sarà allestito non come un tradizionale stand espositivo bensì come un pub reale, luogo fisico e simbolico dove il gesto dello spillatore, il tempo della sosta e la relazione diretta con chi sceglie cosa bere tornano a essere centrali -9. La scelta progettuale, comunicata nelle settimane che precedono l’apertura dei cancelli, traduce in architettura effimera un assunto strategico che Luca Giardiello, amministratore delegato di Warsteiner Italia, ha voluto rendere esplicito: non esiste un solo consumatore, e dunque non può esistere una sola risposta industriale -9. In un mercato del fuori casa che, pur avendo recuperato gran parte del terreno perduto – con nove virgola sette miliardi di visite registrate ad agosto 2025 contro i dieci virgola due del 2019 – mostra una selettività crescente e una contrazione delle occasioni d’acquisto tradizionali, la parola d’ordine diventa la frammentazione dell’offerta -4-9.
Warsteiner porta quindi a Rimini un ventaglio di referenze pensate per intercettare bisogni specifici e non sovrapponibili: la Naturradler Lemon, bevanda a due gradi alcolici che combina la pilsner storica con l’acidità del limone per allungare i tempi della convivialità; la *0.0*, ottenuta per dealcolizzazione ma con la pretesa di mantenere e carattere della versione originale; e infine la Bidin‘ Time, una Irish Lager certificata senza glutine dalla Coeliac Society of Ireland, prodotta da Rye River e distribuita in Italia dal gruppo tedesco, che affronta il tema dell’intolleranza senza sacrificare il profilo sensoriale -9. Tre direzioni distinte – il basso tenore alcolico, l’astensione consapevole, la necessità clinica – che testimoniano come l’industria birraria stia abbandonando la logica del best seller unico per abbracciare una logica di portafoglio.
L’anteprima mondiale della colonna Rye River e il design come servizio
Non è solo questione di liquidi, però, perché l’esperienza di consumo – lo ripetono ormai tutti i rapporti di settore – è divenuta parte integrante del prodotto, e la sua qualità si gioca anche sugli oggetti che lo veicolano. Warsteiner ha scelto la fiera riminese per svelare in anteprima mondiale la nuova colonna Rye River, un progetto di design sviluppato interamente dal team italiano e destinato a valorizzare le birre irlandesi pluripremiate attraverso un elemento di spillatura fortemente identitario -9. Non si tratta, e la precisazione arriva dai responsabili marketing, di un mero aggiornamento tecnico, bensì di un simbolo – la parola è stata usata – che aspira a comunicare competenza e rispetto per la cultura birraria, in un momento in cui l’estetica del bancone diventa cruciale quanto la ricetta del mastro birraio. L’operazione si inserisce in una cornice più ampia che Italian Exhibition Group, organizzatrice dell’evento, ha inteso rafforzare proprio per il 2026 con il debutto di Mixology Attraction: un intero format dedicato alla miscelazione, con il Mixology Village per le etichette di distillati, lo Sparkling&Mix che trasforma vini e spumanti in basi per cocktail, e il Mixology Circus destinato ad accogliere bartender di fama internazionale -4-7. Il dato diffuso da Circana alla vigilia della fiera parla di una crescita del trentanove per cento del valore del mercato mixology tra il 2019 e il 2024, e di un balzo del trentadue per cento negli atti d’acquisto dei cocktail alcolici nell’ultimo periodo disponibile: numeri che hanno convinto Ieg a ricollocare i padiglioni e a ripensare l’intera customer journey del visitatore professionale -4.
Il borgo marchigiano e la vetrina internazionale di Apecchio
Dalla Germania alle Marche, il filo che lega i produttori alla kermesse riminese passa anche per le colline di Pesaro-Urbino, dove Tenute Collesi – realtà di Apecchio, piccolo borgo che fonda la propria tradizione birraria sull’acqua purissima del Monte Nerone – si prepara a calcare il palcoscenico internazionale della fiera. Per Collesi, la cui storia artigianale affonda radici profonde in un territorio spesso ai margini dei grandi flussi turistici e commerciali, Beer&Food Attraction rappresenta il veicolo per trasformare la nicchia in riconoscibilità di gamma, portando all’attenzione dei buyer non solo birre ma anche gin e distillati capaci di raccontare una geografia produttiva minore ma estremamente identitaria. È la prova, semmai ce ne fosse bisogno, che la manifestazione guidata da Ieg ha smesso da tempo di essere una semplice exhibition verticale sulla birra per diventare una piattaforma trasversale dove il beverage italiano, nelle sue declinazioni artigianali e industriali, cerca e trova agganci con la distribuzione internazionale: il programma buyer, che l’organizzazione cura in sinergia con l’Agenzia Ice, porta a Rimini operatori con potere decisionale effettivo, selezionati tra grossisti, importatori e catene della ristorazione di oltre quaranta Paesi -5-7.
Conserve Italia e la pizza celebrativa tra anniversari e mixology
Accanto ai birrifici e alle distillerie, la filiera del fuori casa mostra a Rimini anche il volto delle grandi industrie alimentari diversificate, quelle che alla bevanda affiancano il condimento, la conserva, il sugo pronto. Conserve Italia, cooperativa che riunisce migliaia di produttori agricoli e che nel 2026 torna protagonista nei padiglioni, ha scelto di legare la propria presenza a un doppio anniversario – non meglio specificato nei comunicati pre-fiera – e di farlo attraverso una pizza celebrativa che sarà proposta all’interno dello stand, quasi a voler sigillare simbolicamente l’alleanza tra pomodoro trasformato e consumo di beverage -9. L’operazione, che potrebbe apparire meramente promozionale, si carica di significati più profondi se letta alla luce dei trend che attraversano la ristorazione commerciale: la pizza, cibo democratico per eccellenza, sta vivendo una fase di gourmetizzazione spinta, e la sua capacità di abbinarsi tanto a una birra artigianale quanto a un cocktail analcolico o a uno spumante la rende terminale ideale per le strategie cross-selling che i produttori di bevande stanno affinando. Non è un caso, del resto, che Silvia Serpelloni, brand manager di Warsteiner Italia, abbia esplicitamente citato la pizza sempre più gourmet come uno dei contesti in cui il cliente chiede di essere riconosciuto nella propria unicità, senza dover rinunciare alla qualità né alla varietà della scelta -9.
Dalla birra analcolica all’Innovation District: il riposizionamento dell’offerta
Se Warsteiner lavora sulla pluralità dei momenti e Conserve Italia sulla convivialità alimentare, il quadro che emerge dalla undicesima edizione è quello di un intero comparto che ha interiorizzato la lezione degli anni difficili. I dati diffusi da Assobirra alla vigilia di Beer&Food Attraction fotografano un settore da dieci virgola due miliardi di euro, nel quale la componente no alcol registra una progressione impressionante: settantanove punti percentuali di crescita negli atti d’acquisto dal 2019 al 2025, con quarantanove milioni di consumazioni e un diciotto per cento di aumento solo sull’ultimo anno -7. Unionbirrai, dal canto suo, certifica il consolidamento delle birre artigianali stagionali – quelle natalizie in particolare – come proposta gourmet alternativa al vino, e la fiera riminese ha risposto istituendo una categoria low/no alcol all’interno del premio Birra dell’Anno, oltre a ospitare l’Italian Craft Beer Conference -7. Sotto il profilo tecnologico, l’ottava edizione di BBTech Expo occuperà una porzione significativa del quartiere, con le sue tecnologie di processo, imbottigliamento e materia prima, mentre l’Innovation District – situato in corrispondenza della Hall Ovest – accoglierà startup e progetti di ricerca selezionati anche attraverso il Lorenzo Cagnoni Award, che premierà l’eccellenza in sei categorie che spaziano dalla birra agli spirits, dal food ai servizi digitali -8-10. È in questo ecosistema denso di sollecitazioni, dove la tradizione secolare della pilsner tedesca convive con l’irruzione della mixology e con la precisione della dealcolizzazione, che Warsteiner ha deciso di piantare la propria bandiera. Lo farà senza proclami trionfalistici, ma con la consapevolezza – per dirla con Giardiello – che occorre accompagnare il cliente al bancone, al tavolo, davanti a una cucina sempre più evoluta, senza imporre modelli rigidi -9.




