Incendi nel trapanese, domate le fiamme ma il monte Cofano è in cenere
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Redazione Interno
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Dopo una notte di fuoco e una mattinata di interventi incessanti, l’emergenza incendi che ha colpito la provincia di Trapani sembra finalmente sotto controllo. Le fiamme, divampate nel pomeriggio di venerdì 25 luglio da Biro, si sono rapidamente propagate, avvolgendo Custonaci, Castelluzzo, San Vito Lo Capo e la riserva naturale dello Zingaro, lasciando dietro di sé una scia di distruzione. Sebbene i Vigili del Fuoco, supportati da due mezzi aerei – un elicottero dell’Aeronautica Militare e uno del Corpo Forestale – siano riusciti a domare gran parte dei fronti attivi, resta critica la situazione a Makari, dove le squadre lavorano per proteggere le abitazioni minacciate.
Sul monte Cofano, però, i danni appaiono irreparabili: la vegetazione, ridotta in cenere, testimonia la violenza di un rogo che il vento e le alte temperature hanno alimentato senza tregua. Durante la notte, decine di famiglie sono state evacuate d’urgenza dalle loro case, molte delle quali circondate dal fumo prima ancora che dalle fiamme. "È stata un’apocalisse", ha commentato chi ha vissuto quelle ore drammatiche, mentre i Canadair, intervenuti all’alba, cercavano di arginare l’avanzata del fuoco verso Scopello.
Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno denunciato con durezza le carenze strutturali che hanno reso più difficile la lotta alle fiamme. "Siamo di fronte a lavoratori costretti a operare con squadre ridotte e risorse insufficienti", hanno sottolineato, puntando il dito contro la Regione Siciliana e l’inerzia della politica. "Il bosco – hanno aggiunto – non è più una priorità da anni, se non in campagna elettorale". Una critica che investe direttamente l’amministrazione di Renato Schifani, accusata di non aver saputo riformare un settore lasciato in balia dell’emergenza.




