Roma, crolla un casolare abbandonato al parco degli Acquedotti, due vittime sotto le macerie
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Redazione Interno
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Il boato, che alcuni residenti della zona di Capannelle avevano udito già nella serata di ieri, ha trovato una conferma tragica questa mattina. È stato un cittadino di passaggio, poco prima delle nove, a dare l’allarme: il solaio di un casale abbandonato, all’altezza di via delle Capannelle, era crollato su se stesso, e tra le macerie, in una scoperta che ha gelato il sangue, si intravedeva il Corpo di una persona. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, inizialmente concentrato nella messa in sicurezza dell’area, si è trasformato in un’operazione di recupero quando, sotto le pesanti travi di cemento e i detriti, i soccorritori hanno estratto i corpi di due persone: un uomo e una donna.
L’intervento dei soccorsi e i rilievi della scientifica
La chiamata è arrivata alla sala operativa dei vigili del fuoco poco prima delle 9, ma le operazioni di scavo e bonifica sono scattate ufficialmente dalle 9:10. Sul posto, oltre alle squadre dei pompieri che hanno lavorato con cautela per setacciare il cumulo di rovine, sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato e il personale della Scientifica. Quest’ultimo, in particolare, ha il compito delicato di effettuare i rilievi necessari per ricostruire la dinamica esatta del crollo, un’indagine resa complessa dallo stato fatiscente della struttura. Il casolare, ormai da anni in stato di abbandono e situato all’interno del Parco degli Acquedotti, era noto per essere occasionalmente utilizzato come riparo di fortuna, e le ricerche dei vigili tra i calcinacci proseguono ancora per escludere con certezza la presenza di altre persone che potessero trovarsi all’interno al momento del cedimento.
Il mistero sull’identità delle vittime e la dinamica del cedimento
Le due vittime, un uomo e una donna, non sono state ancora ufficialmente identificate. Gli inquirenti, basandosi sulle prime sommarie descrizioni e sulle condizioni del luogo, lavorano all’ipotesi più probabile: si tratterebbe di due senza fissa dimora che avevano trovato rifugio tra quelle mura, cercando un riparo dal freddo o un luogo appartato per trascorrere la notte. È proprio su questo punto che si concentra l’attenzione degli investigatori, incrociando le testimonianze raccolte tra i residenti. Alcuni di loro hanno riferito di aver udito un forte boato già in serata, un dettaglio che, se confermato dai rilievi tecnici, potrebbe spostare indietro di molte ore il momento del cedimento strutturale, indicando che le due persone potrebbero essere rimaste sepolte per tutta la notte prima che il passante, stamattina, notasse il solaio crollato e scoprisse uno dei due corpi.
Un’altra tragedia silenziosa nell’hinterland romano
L’area del Parco degli Acquedotti, custode di un patrimonio archeologico inestimabile, si trova purtroppo a fare i conti anche con il degrado di manufatti abbandonati che, come questo casolare, diventano un richiamo pericoloso per chi vive ai margini. La dinamica del crollo è in corso di accertamento da parte degli specialisti, che dovranno stabilire se a cedere sia stato il solaio per vetustà o se ci siano state altre concause. I corpi, dopo il ritrovamento, sono stati composti nell’area mentre la scientifica provvedeva a documentare ogni minimo indizio, in un lavoro minuzioso che richiederà diverse ore. La tragedia si aggiunge così alla lunga scia di incidenti simili che coinvolgono strutture abbandonate nella capitale, dove il confine tra il bisogno di riparo e il rischio strutturale si fa ogni giorno più sottile, e dove l’allarme, questa volta, è arrivato troppo tardi per i due sfortunati che avevano scelto quel luogo come ultimo rifugio.




