I sette nipoti di Robert Redford, eredi e futuro del Sundance Institute
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il patrimonio di Robert Redford, stimato in circa duecento milioni di dollari, comprende un insieme variegato di beni, dal celebre ranch nello Utah – dove si è spento lo scorso 16 settembre – a diverse proprietà immobiliari, senza dimenticare i consistenti proventi derivanti dai suoi film di maggior successo. Questa ingente eredità, che sarà suddivisa tra la moglie Sibylle Szaggars, i due figli e i sette nipoti, rappresenta tuttavia solo una parte, per quanto cospicua, del lascito dell’artista. La vera eredità, infatti, risiede nell’integrità artistica e nella visione responsabile che hanno caratterizzato la sua lunga carriera e che hanno trovato la massima espressione nel Sundance Institute, da lui fondato nel 1981 come organizzazione no-profit.
Quell’istituto, che ha rivoluzionato il panorama del cinema indipendente a livello globale, costituisce il fulcro del suo testamento spirituale e il punto di riferimento per le nuove generazioni di cineasti. La sua influenza si è estesa ben oltre il suo lavoro dietro la macchina da presa, toccando le carriere di molti attori, che ha saputo guidare con intuizione rara. Come egli stesso ricordò a proposito di un giovane Brad Pitt, notando in lui un talento immediatamente riconoscibile: «La prima volta che è arrivato c’era qualcosa nel suo aspetto. Ho detto: “Questo qui ce la farà”».
La sua figura, spesso idealizzata dal pubblico per i ruoli iconici interpretati e per i suoi saldi principi, viene invece descritta da chi lo ha conosciuto come quella di un uomo complesso, riservato e profondamente concentrato sulla sua arte. Pitt stesso aggiunse che ci volle del tempo per comprenderne appieno la forza visionaria come regista, un uomo che aveva costruito un proprio mondo creativo con determinazione e lucidità. Oltre al cinema e all’impegno ambientale, una delle sue grandi passioni fu il mondo dei motori, simboleggiata dal possesso di una Porsche tra le più esclusive mai prodotte.




