Maldini e Leonardo, la nuova sfida azzurra: un progetto da club per rilanciare l’Italia
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Redazione Sport
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La nomina di Paolo Maldini a direttore tecnico della Nazionale, insieme a Leonardo come advisor, segna un cambio di passo netto nella strategia della Federcalcio. L’ex capitano del Milan, chiamato dal presidente Giovanni Malagò, si trova ora a gestire una responsabilità che va ben oltre la semplice scelta del prossimo commissario tecnico. La sua esperienza e il suo carisma dovranno tradursi in un progetto concreto, capace di abbracciare tutte le selezioni giovanili e di gettare le fondamenta per un futuro che il calcio italiano attende da tempo.
Un incarico complesso per un fuoriclasse della dirigenza
Paolo Maldini si trova di fronte a una montagna di lavoro, una mole di decisioni che richiedono tempestività e una visione d’insieme che forse solo un ex campione con il suo peso specifico può garantire. A sottolineare l’importanza dell’operazione è stato lo stesso presidente della Figc, Giovanni Malagò, che ha dichiarato di aver pensato subito a Maldini come alla persona giusta per sovrintendere all'intero settore tecnico, dalle giovanili alla nazionale maggiore.
Una scelta che, nelle intenzioni della Federcalcio, mira a replicare il modello dei grandi club, dove la figura del direttore tecnico non è un orpello, ma un ingranaggio fondamentale per la pianificazione a lungo termine.
La coppia Maldini-Leonardo: un déjà-vu dal Milan all’azzurro
Il sodalizio tra Paolo Maldini e Leonardo, nato sui campi da gioco e consolidato ai piani alti del Milan, si rinnova ora in maglia azzurra. Fu Leonardo, nell’agosto del 2018, a riportare Maldini in dirigenza rossonera; oggi, a distanza di anni, è Maldini a "ricambiare il favore" portando il brasiliano con sé in questa avventura. Malagò ha così ufficializzato una coppia ad effetto, dotata di un contratto quadriennale da due milioni di euro, che avrà il compito di traghettare il movimento verso un rinnovamento profondo.
La loro intesa e la loro capacità di leggere il calcio saranno determinanti, soprattutto nel momento clou della scelta del nuovo ct, un nome ancora top secret ma che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe non corrispondere ai favoriti della vigilia come Conte o Mancini, con l’ipotesi Pioli che ha iniziato a circolare con insistenza.
La scelta del ct e il futuro della filiera azzurra
Sebbene l'attenzione mediatica sia tutta concentrata sul nome del prossimo allenatore, la missione affidata a Maldini è molto più ampia e, forse, più difficile. La ristrutturazione della "filiera azzurra" è il vero banco di prova. La necessità di trovare risorse economiche e aiuti per scovare nuovi talenti rappresenta la sfida più grande, quella che va al cuore del problema del calcio italiano: la mancanza di campioni in grado di fare la differenza.
L'analisi di Luca Calamai, nel suo editoriale per TMW, è stata chiara nel definire la mossa di Malagò come una svolta per costruire un "progetto calcistico serio", valorizzando un fuoriclasse come Maldini. L'operazione ct, in questo senso, è solo il primo tassello, ma l'architettura del futuro deve poggiare su basi più solide, fatte di investimenti e strategie per i vivai.
Il tempo, in questo caso, è un fattore cruciale. Maldini e Leonardo sono già al lavoro, e sebbene sia difficile immaginare un annuncio nell'immediato, ormai è questione di giorni prima che il nuovo ct venga ufficializzato. La partita è appena iniziata, e il duo ex Milan ha già dimostrato di saper vincere le sfide più difficili.




