L’Ue pronta a rispondere ai dazi Usa, con le Big Tech nel mirino
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Redazione Interno
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Mentre i ministri del Commercio estero dell’Unione europea si riuniscono a Lussemburgo per definire una linea comune, la risposta ai dazi annunciati dagli Stati Uniti – che potrebbe arrivare già entro mercoledì – rischia di trasformarsi in una sfida più ampia, con le grandi compagnie tecnologiche americane nel ruolo di possibili bersagli. A sottolineare la necessità di un “cambio di paradigma” nelle relazioni commerciali globali è stato il commissario europeo Maroš Šefčovič, il quale ha evidenziato come l’Europa debba adattarsi a un contesto sempre più protezionista.
Le opzioni sul tavolo di Bruxelles, oltre a misure tariffarie tradizionali – si parla di contromosse fino a 28 miliardi di dollari – includono interventi più mirati, come l’aumento della tassazione per i giganti del digitale o persino il ritiro dei brevetti concessi sul suolo europeo. Sebbene alcuni Stati membri mostrino posizioni divergenti, l’obiettivo principale rimane quello di presentare un fronte unito, senza però escludere la possibilità di aprire un negoziato con Washington.
Intanto, proprio nel settore tech, potrebbero arrivare sanzioni per colossi come Apple e Meta, già sotto la lente delle autorità antitrust europee. Una mossa che, se confermata, dimostrerebbe come la disputa commerciale si stia spostando su terreni più complessi, dove le tariffe doganali sono solo una parte del confronto. Quello che emerge, insomma, è uno scontro che va oltre i dazi, toccando temi cruciali come la sovranità tecnologica e le regole della concorrenza.




