Mrs Playmen, la storia di Adelina Tattilo e la sua rivoluzione in tacchi a spillo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Netflix, dal 12 novembre, ha riportato alla luce una vicenda editoriale a lungo trascurata, forse perché ritenuta troppo scomoda per il suo potenziale eversivo. "Mrs Playmen", la nuova serie italiana prodotta da Aurora TV e composta da sette episodi, affida alla bravura di Carolina Crescentini il compito di dare volto e sostanza ad Adelina Tattilo, la donna che, negli anni Settanta, seppe trasformare una rivista erotica in un inatteso strumento di emancipazione femminile. La sua figura, centrale eppure per lungo tempo rimasta in ombra, emerge con forza in una produzione che ricostruisce, con le inevitabili licenze narrative, un periodo storico segnato da un moralismo perbenista e da una censura pronta a intervenire, ma anche da un fermento sociale che avrebbe cambiato per sempre il Paese.

La svolta imprevista alla guida della rivista

La trama si snoda attorno al momento cruciale in cui la vita di Adelina Tattilo, nata nel 1928 e scomparsa nel 2007, subisce una svolta radicale e imprevista. Suo marito, nonché socio nell'impresa, Saro Balsamo, temendo l'arresto per via dei contenuti della pubblicazione, decide di fuggire all'estero, lasciandole in eredità un'azienda in piena tempesta. È in quel frangente, che la serie esplora con attenzione, che una donna si ritrova a dover guidare da sola un progetto nato in un mondo prevalentemente maschile, dimostrando una resilienza e un acume fuori dal comune. La rivista, lanciata originariamente nel 1967, divenne sotto la sua gestione un fenomeno di portata nazionale, arrivando a sfiorare e superare le quattrocentomila copie di tiratura, un traguardo eccezionale per quel genere di pubblicazioni e per l'editoria italiana in generale.

L'erotismo come forma di libertà

Quello che la serie "Mrs Playmen" mette in luce, ambientando la storia nella Roma dell'epoca, è il coraggio di una pioniera che affrontò e ribaltò i tabù di un'Italia perbenista. Adelina Tattilo non si limitò a ereditare e portare avanti un business; lo reimmaginò, conferendogli una direzione nuova e audace. La sua intuizione, che la produzione televisiva attribuisce alla protagonista, fu di intendere l'erotismo non come mero oggetto di consumo, bensì come una possibile via verso una libertà femminile autentica. In un decennio di profonde trasformazioni sociali, la sua rivista divenne, suo malgrado o forse proprio per sua precisa volontà, un simbolo di una battaglia di civiltà, sfidando pregiudizi radicati e aprendo un varco in un dibattito pubblico allora ancora molto arretrato su tali tematiche.

Una storia che parla al presente

La scelta di raccontare questa storia oggi non appare casuale, ma si inserisce in un contesto contemporaneo che, sebbene differente, continua a interrogarsi sulle stesse questioni di autonomia e rappresentazione. La performance di Carolina Crescentini, cui è affidata l'arduo compito di interpretare una personalità così complessa, restituisce l'immagine di una donna determinata, costretta a lottare su più fronti: non solo contro le esterne pressioni giudiziarie e morali, ma anche contro gli schemi di un ambiente imprenditoriale poco abituato a figure femminili di tale carisma. La serie, evitando di cadere nella facile agiografia, delinea il ritratto di un'imprenditrice che, con tutti i suoi chiaroscuri, seppe navigare in acque pericolose, trasformando una crisi personale e professionale in un'opportunità unica per lasciare un segno indelebile, seppur controverso, nella cultura popolare del tempo.

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