Mrs. Playmen, la rivoluzione di Adelina Tattilo arriva su Netflix
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Redazione Cultura e Spettacolo
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“Quando prendi una bastonata dalla vita, fatti bella. È il miglior modo per ripartire”. È con questo monito, che appare come un manifesto in bianco su sfondo nero, che si apre *Mrs. Playmen*, la serie che riporta alla luce una delle figure più controverse e visionarie del secondo Novecento italiano. Presentati in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, i sette episodi che compongono la produzione sono ora disponibili integralmente sulla piattaforma Netflix, offrendo uno sguardo approfondito sulla vicenda umana e professionale di Adelina Tattilo, interpretata da un’intensa Carolina Crescentini. La serie, prodotta da Aurora TV e ambientata nella Roma degli anni Settanta, ricostruisce il periodo in cui la Tattilo, dopo l’abbandono del marito e socio, si ritrovò a dover gestire in solitudine la rivista erotica lanciata due anni prima, nel 1967.
Una pioniera nell'Italia del moralismo
In un’epoca in cui il desiderio veniva sistematicamente zittito da un perbenismo di facciata e da un moralismo dilagante, la rivoluzione arrivò, forse inaspettatamente, proprio da una donna. Adelina Tattilo, pugliese nata nel 1928 e imprenditrice dalla mentalità pionieristica, non si limitò a ereditare una pubblicazione; ne stravolse completamente l’impostazione, trasformando *Playmen* in un fenomeno editoriale senza precedenti. La sua intuizione, che la distinse nettamente dai concorrenti dell’epoca, fu quella di coniugare l’erotismo con una sofisticata eleganza, elevando il nudo a forma d’arte e affiancando agli scatti fotografici interviste culturali e reportage di ampio respiro. Ribaltò, in sostanza, il punto di vista predominante, offrendo attraverso le pagine della sua rivista una nuova prospettiva sulla libertà femminile.
Oltre lo scandalo, la sostanza di un'eredità culturale
La narrazione, che evita di indugiare sugli aspetti più scandalistici per concentrarsi invece sul coraggio imprenditoriale e sulla rottura dei tabù, mostra come la Tattilo seppe navigare in un contesto sociale e giudiziario complesso, segnato da censure e da procedimenti legali che, pur non essendo esplicitamente descritti, fanno da costante sottofondo alla trama. La serie, senza addentrarsi in dettagli superflui, delinea con precisione il clima di un’Italia in piena trasformazione, dove le battaglie per i diritti e per l’emancipazione passavano anche attraverso le pagine di una rivista. Le copertine divennero iconiche, i nudi si fecero più ricercati e, tra un servizio e l’altro, trovavano spazio contributi intellettuali che conferivano alla pubblicazione uno spessore inedito.
La forza di un personaggio ancora attuale
La performance di Carolina Crescentini restituisce tutta la determinazione e la vulnerabilità di una donna che, trovandosi a dover ricostruire la propria vita professionale e personale, scelse di farlo sfidando le convenzioni. La sua interpretazione coglie le sfumature di un carattere forte e al tempo stesso profondamente umano, mostrando le difficoltà e le resistenze che Adelina Tattilo dovette affrontare in un mondo editoriale e sociale dominato dagli uomini. La serie, che si sviluppa in sette episodi, tratteggia quindi non solo la storia di un successo commerciale, ma il ritratto di un’innovatrice che, partendo da una battuta d’arresto personale, seppe trasformare la propria rivista in uno strumento di emancipazione e in un punto di riferimento culturale per un’intera generazione.




