BYD, il sorpasso storico: vendute più auto all’estero che in Cina
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Redazione Economia
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Il colosso cinese di Shenzhen, Build Your Dreams, scrive una nuova pagina della sua strategia di espansione globale, e lo fa segnando un punto di svolta destinato a rimanere negli annali della casa automobilistica. Secondo i dati diffusi in questi primi giorni di marzo, relativi allo scorso mese di febbraio, per la prima volta nella sua storia BYD ha immatricolato un numero di veicoli superiore fuori dai confini nazionali rispetto a quanto fatto nel mercato domestico cinese. Un paradosso solo apparente, quello vissuto dal gigante asiatico, che vede da un lato le vendite in patria arretrare in maniera significativa e, dall’altro, le consegne oltre i propri confini balzare a cifre a doppia cifra, ridisegnando di fatto gli equilibri e le prospettive future dell’azienda.
Se si analizzano i numeri nel dettaglio, il quadro che emerge è quello di una flessione interna ormai strutturale: a febbraio 2026, BYD ha totalizzato 190.190 unità a livello globale, ma di queste, ben 100.600 sono state consegnate all’estero, mentre solo 89.590 sono finite nelle mani dei clienti cinesi. La contrazione nel Paese del Dragone, dove il calo delle immatricolazioni ha toccato il 41,09% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, rappresenta il sesto mese consecutivo di segno negativo. Un dato che, al netto degli effetti del periodo festivo del Capodanno lunare, che ogni anno riduce i giorni lavorativi utili e rallenta le operazioni commerciali, evidenzia una difficoltà di fondo del mercato locale, influenzato anche dal ridimensionamento degli incentivi statali e da una domanda che appare in fase di assestamento dopo la corsa agli acquisti registrata a fine 2025.
L’Europa e non solo: il vecchio continente guida la riscossa
A compensare ampiamente il rallentamento interno ci ha pensato, come detto, la macchina delle esportazioni. Le vendite fuori dalla Cina sono aumentate del 50,1% rispetto a febbraio del 2025, un balzo in avanti che ha permesso a BYD di raggiungere questo storico sorpasso. A trainare questa crescita sono principalmente i mercati del Sud-est asiatico, dell’America Latina e, in misura preponderante, quelli del Vecchio Continente. In Europa, la casa automobilistica cinese sta raccogliendo i frutti di una strategia commerciale aggressiva e ben calibrata, che punta forte sulle tecnologie ibride plug-in (PHEV), le quali rappresentano ormai una fetta consistente del proprio portafoglio ordini e che hanno permesso di aggirare in parte le barriere doganali recentemente inasprite sui veicoli puramente elettrici di importazione.
Il boom italiano: numeri da record in controtendenza
Nel quadro di questa espansione a livello globale, l’Italia si conferma essere uno dei mercati più performanti e ricettivi per il marchio cinese. Febbraio 2026, infatti, ha segnato un nuovo e importantissimo traguardo per BYD nella Penisola. Con 4.110 immatricolazioni registrate nell'ultimo mese, il brand ha toccato il suo massimo storico dall'ingresso nel nostro mercato, facendo segnare un incremento del 191% rispetto a febbraio 2025 e un ulteriore +16% rispetto al già positivo gennaio di quest'anno. Numeri che parlano di una crescita non episodica, ma strutturale, testimoniata anche dall'aumento della quota di mercato, salita al 2,6%, in progresso sia su base mensile che annua.
A spingere le vendite in Italia è stata in particolar modo la tecnologia DM-i, l'ibrido plug-in di BYD, che ha permesso al marchio di posizionarsi al primo posto nel segmento delle ibride ricaricabili con 3.114 vetture immatricolate e una quota del 24,8%. Un vero e proprio dominio, quello esercitato in questa specifica categoria, che vede tre dei primi cinque modelli più venduti essere proprio di BYD, con la Seal U DM-i a svettare in vetta alla classifica e la Atto 2 DM-i, ancora prima della sua presentazione ufficiale, a conquistare la seconda piazza. Anche sul fronte delle elettriche pure, il品牌 ha saputo imporsi, con la Dolphin Surf che si conferma il secondo modello a batteria più richiesto dagli automobilisti italiani.
Una strategia a due velocità tra crisi interna e successi esteri
Il paradosso del momento, quindi, vede BYD navigare a due velocità: da un lato deve fare i conti con una domanda interna in sofferenza, che sconta la fine delle politiche di sostegno all'acquisto e una concorrenza sempre più agguerrita da parte di altri costruttori locali; dall'altro, gode di una salute di ferro sui mercati internazionali, dove il marchio è percepito come sinonimo di innovazione tecnologica e buon rapporto qualità-prezzo. Un'analisi dei dati cumulati dei primi due mesi del 2026, che consentono di smussare le fluttuazioni stagionali, rivela come il calo complessivo delle vendite del gruppo sia da imputare quasi esclusivamente alla componente nazionale, mentre la quota di veicoli destinati all'export, che nel solo mese di febbraio ha sfiorato il 53% del totale, continua a crescere in maniera ininterrotta. Una tendenza, questa, che difficilmente potrà invertirsi nel breve periodo, vista la determinazione con cui l'azienda di Shenzhen sta portando avanti il suo piano di penetrazione nei mercati chiave di tutto il mondo.




