Zelensky a Trump: "Nessuna decisione sull’Ucraina senza Kiev". Intanto la Russia cerca tempo, mentre l’Ue valuta nuove sanzioni
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky ha ribadito a Donald Trump che qualsiasi accordo riguardante l’Ucraina non potrà prescindere dal coinvolgimento diretto di Kiev. Il presidente ucraino, dopo un colloquio con il leader americano, ha sottolineato come sia impensabile una soluzione negoziata "senza consultarci", aggiungendo che il ritiro delle truppe dai territori occupati – definito "un dovere costituzionale" – non è negoziabile. "Se Mosca impone condizioni per il nostro ritiro dai nostri stessi territori", ha osservato Zelensky, "significa che non vuole davvero porre fine al conflitto".
Le parole del capo di Stato ucraino arrivano in un momento in cui la Russia, secondo Kiev, starebbe deliberatamente prolungando le ostilità per consolidare le proprie posizioni. In un messaggio su Telegram, Zelensky ha accusato il Cremlino di "guadagnare tempo per perpetuare l’occupazione", ringraziando nel contempo i partner internazionali per il sostegno nel rendere le sanzioni "sempre più incisive" contro chi è ritenuto responsabile della guerra. Un riferimento, quest’ultimo, alla recente telefonata con il presidente finlandese Alexander Stubb, con cui ha concordato sulla necessità di mantenere alta la pressione diplomatica ed economica.
Sul fronte europeo, la responsabile della politica estera Ue, Kallas, ha confermato che Bruxelles è pronta a inasprire ulteriormente le misure punitive se Mosca continuerà a ignorare le proposte di cessate il fuoco. "L’Ucraina ha accettato una tregua due mesi fa", ha ricordato, "ma la Russia, come dimostrato ieri, non intende fare altrettanto". Un’evidente allusione agli ultimi sviluppi sul campo, dove le offensive russe non accennano a diminuire nonostante i ripetuti appelli alla de-escalation.




