Silvia Bernardocchi, morta la moglie di Giancarlo Perbellini dopo la malattia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Silvia Bernardocchi, moglie dello chef Giancarlo Perbellini, è morta mercoledì 30 settembre all’età di 57 anni dopo una lunga battaglia contro un colangiocarcinoma, raro tumore delle vie biliari. La donna aveva scelto di rendere pubblico il proprio percorso di malattia e di trasformare l’esperienza vissuta in un impegno concreto a sostegno della ricerca e delle persone colpite dalla stessa patologia.
La vita accanto a Giancarlo Perbellini e il ruolo nel gruppo dello chef
Commercialista, Silvia Bernardocchi era una figura centrale anche nella gestione delle attività imprenditoriali legate allo chef veronese. Nel corso degli anni aveva affiancato il marito nelle scelte economiche e organizzative del gruppo Perbellini, contribuendo allo sviluppo del progetto professionale costruito intorno alla ristorazione.
Il legame tra i due era diventato pubblico anche in occasione di uno dei momenti più importanti della carriera dello chef. Nel novembre 2024 Casa Perbellini-12 Apostoli aveva ottenuto la terza stella Michelin e Perbellini aveva dedicato quel riconoscimento alla moglie, ringraziandola davanti al pubblico. A lei era stato dedicato anche uno dei menù degustazione del ristorante di Verona.
La diagnosi di colangiocarcinoma e il percorso di cura
La scoperta della malattia era arrivata nel 2024, lo stesso anno in cui il marito aveva raggiunto il massimo riconoscimento Michelin. Bernardocchi aveva affrontato una forma grave di carcinoma delle vie biliari, una patologia rara che interessa i dotti biliari e che può presentarsi con sintomi iniziali poco specifici.
Durante il percorso terapeutico aveva affrontato anche un lungo intervento chirurgico a Padova, durato 12 ore, nel quale le era stato asportato il 60% del fegato. La malattia aveva portato la donna a raccontare pubblicamente le difficoltà incontrate dai pazienti nel trovare informazioni, orientamento e riferimenti specializzati.
La sua esperienza personale era diventata anche uno stimolo per promuovere maggiore conoscenza sul colangiocarcinoma, un tumore delle vie biliari spesso poco conosciuto e caratterizzato dalla necessità di diagnosi e cure in centri con esperienza specifica.
La Fondazione Colangiocarcinoma e l’impegno per la ricerca
Dal percorso affrontato durante la malattia è nata la Fondazione Colangiocarcinoma Ets, fondata a Padova nel 2025 con l’obiettivo di sostenere la ricerca sulle patologie delle vie biliari e offrire supporto alle persone che ricevono una diagnosi. Silvia Bernardocchi ne era vicepresidente.
L’attività dell’ente era legata anche alla necessità di aiutare i pazienti a orientarsi tra cure, strutture sanitarie e aspetti pratici della gestione della malattia. La fondazione era nata dall’incontro tra competenze mediche e manageriali, con il coinvolgimento del chirurgo Enrico Gringeri e della manager Giorgia Scognamiglio.
Nel suo ultimo periodo Silvia Bernardocchi aveva continuato a portare avanti questo impegno, mettendo la propria esperienza a disposizione della ricerca e delle iniziative dedicate alle persone colpite dal colangiocarcinoma.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
