Udinese e Torino in emergenza, Runjaic: “Out Ekkelenkamp e Karlstrom” mentre D’Aversa perde i big
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Redazione Sport
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La trentacinquesima giornata di Serie A, in programma sabato al Bluenergy Stadium, si presenta come un banco di prova complicato per entrambi gli schieramenti, che devono fare i conti con assenze pesanti e acciacchi dell’ultim’ora. Da una parte Kosta Runjaic, tecnico dei friulani, ha dovuto prendere atto di una situazione infermeria piuttosto critica, e lo ha fatto senza cercare alibi o giustificazioni, consapevole che la rosa a disposizione – seppur rimaneggiata – dovrà comunque provare a imporre la propria fisicità contro un Toro che arriva da un pareggio rocambolesco con l’Inter.
Nel dettaglio, durante la conferenza stampa di presentazione del match, Runjaic ha stilato l’elenco degli indisponibili confermando la prognosi riservata per alcuni dei suoi elementi chiave. "Davis è sicuramente un giocatore molto importante per noi, è uno dei leader di questa squadra e non è affatto bello non averlo a disposizione per via dell’infortunio – ha spiegato il tecnico – ma attualmente è così. Anche senza di lui, comunque, non abbiamo mai cercato scuse; se un giocatore è infortunato, vuol dire che qualche altro ragazzo può dimostrare il suo valore”. Oltre al centravanti, Runjaic ha aggiunto che “Ekkelenkamp e Karlstrom sono out”, specificando inoltre che le loro condizioni muscolari lasciano ben poche speranze per un recupero in extremis, mentre “probabilmente non ci sarà neanche Piotrowski”.
D’Aversa cambia pelle, l’atteggiamento dopo l’Inter come unico faro
Dall’altra parte della barricata, Roberto D’Aversa si trova a gestire una vera e propria emergenza numerica, che lo costringerà a rivoluzionare gli schemi tattici con cui i granata scenderanno in campo. L’analisi del tecnico su quanto accaduto nella ripresa contro i nerazzurri diventa il punto di partenza per costruire la sfida di sabato: non si tratta di un caso isolato, ma di un cambio di passo che D’Aversa vuole diventi strutturale. "L’Udinese per struttura fisica, qualità dei singoli e per il lavoro che portano avanti da tempo ha raccolto meno di quanto potesse – ha dichiarato in conferenza, lanciando un avvertimento velato ai suoi. Per ottenere il risultato pieno, dobbiamo avere lo stesso atteggiamento che abbiamo avuto nel secondo tempo con l’Inter".
In quell’occasione, è stato lo stesso D’Aversa a sottolineare, "non è stata l’Inter a smettere di giocare, ma sono stati i miei ragazzi a cambiare atteggiamento. Volevano vincere anche dopo il 2-2, ed è questa la mentalità che serve”. Tuttavia, per replicare quella prestazione, il tecnico dovrà fare a meno di elementi di spessore: "Adams e Pedersen non erano già in forma contro l’Inter, e inoltre abbiamo perso anche Ismajli e Zapata, che certamente non saranno a disposizione”.
Un puzzle tattico tra emergenze e ritorni, Maripan e Njie aprono scenari inediti
Proprio l’assenza contemporanea di questi quattro elementi – due dei quali, Zapata e Ismajli, risultano essere colonne portanti rispettivamente in fase realizzativa e nel reparto arretrato – costringe D’Aversa a rimescolare le carte in modo vertiginoso. Già alle prese con un calendario fitto, il tecnico sa che non può permettersi passi falsi dal punto di vista della concentrazione. In questo contesto di forzate rivoluzioni, tornano prepotentemente a candidarsi per una maglia da titolare alcuni degli uomini che avevano avuto meno spazio, come Maripan – visto da titolare in occasione della trasferta di Cremona – e il giovane Njie.
Quest’ultimo, in particolare, rappresenta la carta più duttile a disposizione di D’Aversa per la partita di sabato. Njie, autore di buone prove quando chiamato in causa, ha una doppia possibilità tattica: può fungere da spalla per il Cholito Simeone in veste di seconda punta, oppure può agire da esterno destro in un Toro più offensivo, esattamente come il tecnico aveva provato durante la ripresa del match contro l’Inter. La variabilità tattica, dunque, diventa per D’Aversa un’arma (se non l’unica) per sopperire alla mancanza di certezze fisiche. In mezzo al campo, con tanti titolari ai box, sarà fondamentale l’apporto di chi finora ha raccolto meno minuti, a conferma del principio per cui "se un giocatore è fermo, un altro può dimostrare il proprio valore".
Cronaca di una vigilia di fuoco, l’obiettivo 50 punti e il significato speciale della gara
Nonostante le difficoltà oggettive legate agli infortuni (Runjaic ha dovuto rinunciare a pezzi da novanta del suo scacchiere, mentre D’Aversa ha la lista degli indisponibili che si allunga di ora in ora), entrambi gli allenatori hanno provato a blindare lo spogliatoio da qualsiasi tentazione di autocommiserazione. "Non abbiamo mai cercato scuse", ha ribadito il tecnico dell’Udinese, ricordando come anche contro il Parma – nonostante l’assenza di Davis – la squadra abbia prodotto buoni momenti, pur senza riuscire a finalizzarli.
La posta in palio è comunque allettante, specialmente per i padroni di casa: l’obiettivo stagionale dei 50 punti per i bianconeri è distante solo 6 lunghezze, un traguardo che rappresenterebbe una piccola impresa considerando le difficoltà incontrate durante l’anno. Sabato, poi, la partita assumerà un valore ulteriore, testimoniato dalle numerose iniziative collaterali in programma. Udine si prepara a ricordare i 50 anni dal tragico terremoto che sconvolse il Friuli; un anniversario che nessuno vuole dimenticare e che regalerà alla sfida una cornice emotiva carica di significato. Sul piano strettamente agonistico, Runjaic non cerca facili alibi: l’emergenza non può diventare una stampella, ma solo un’opportunità per vedere chi, finora rimasto nell’ombra, è pronto a prendersi la scena.




