Autonomia differenziata, la sentenza della Consulta conferma i dubbi di Anaao Assomed

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La recente sentenza della Corte costituzionale, che ha dichiarato incostituzionali alcuni punti della legge sull'autonomia differenziata, ha confermato i dubbi e le critiche sollevate da Anaao Assomed sin dall'inizio. Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale dell'associazione, ha sottolineato come la decisione della Consulta evidenzi i rischi per l'integrazione sociale e l'unità del Paese, derivanti dalla sottrazione del diritto alla salute da una dimensione nazionale.

La sentenza, composta da ben 109 pagine, ha demolito gran parte della riforma Calderoli, evidenziando come la scuola, l'energia e i trasporti non possano essere trasferiti alle Regioni senza mettere a rischio l'unità nazionale. Inoltre, i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) non possono essere decisi per decreto dal Consiglio dei ministri, ma devono essere frutto di un'attenta valutazione parlamentare.

Di Silverio ha ribadito che il Governo dovrebbe interrogarsi seriamente sull'effettiva utilità di proseguire su una strada che, moltiplicando il caos amministrativo, danneggia sia il Nord che il Sud del Paese. Ha inoltre invitato l'esecutivo ad abbandonare visioni secessioniste e anticostituzionali, per intraprendere percorsi di condivisione di obiettivi ed esigenze, in una società che ha bisogno, oggi più che mai, di maggiore coesione sociale e territoriale e certezza dei diritti.

La sentenza della Consulta rappresenta un punto di svolta nella discussione sull'autonomia differenziata, mettendo in luce le criticità di una riforma che, secondo Anaao Assomed, rischia di frammentare ulteriormente il tessuto sociale e amministrativo del Paese.

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