Caro carburanti, la sorpresa arriva dalla Campania: benzina e diesel ormai viaggiano sullo stesso prezzo (e l’Alto Adige spicca per i rincari)
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Redazione Economia
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Non capitava da mesi, eppure adesso il dato è inequivocabile. Benzina e gasolio, quelle due sorelline che per così tanto tempo avevano preso strade diverse – la prima sempre più cara, la seconda in un apparente cono d’ombra – si sono quasi incontrate. Secondo l’Osservatorio prezzi del Mimit aggiornato al 5 maggio 2026, il prezzo medio del self service sulla rete stradale ordinaria si attesta a 1,926 euro al litro per la verde e a 2,044 per il diesel: un misero scarto di 11,8 centesimi che, di fatto, azzera quella forbice che fino a fine aprile vedeva la benzina registrare un vantaggio competitivo, per quanto flebile. Una convergenza che, va detto, non significa affatto tregua per gli automobilisti. Anzi.
La benzina tocca il massimo da due anni, il diesel “aiutato” dal nuovo taglio delle accise
Il dato che preme evidenziare, e che molti potrebbero aver sottovalutato in questi giorni di rientro dal ponte del primo maggio, è un altro: 1,926 euro al litro non è un numero qualsiasi. Rappresenta il valore massimo raggiunto dalla benzina negli ultimi ventiquattro mesi, un picco che non si vedeva dalla primavera del 2024. Dietro questa impennata, occorre ricostruire la traiettoria delle ultime scelte di politica fiscale. Dal 2 maggio, infatti, è entrato in vigore un nuovo intervento di riduzione delle accise; un taglio che però non è stato equo – o non lo è stato nel modo in cui ci si potrebbe aspettare – privilegiando in maniera decisa il diesel, bersaglio nei mesi scorsi dei maggiori rincari sul mercato internazionale, mentre alla benzina è stato riservato un aggiustamento assai più contenuto. Di conseguenza, il gasolio ha potuto frenare la sua corsa, mentre la verde ha continuato a galoppare, da sola.
La Campania ribalta la geografia dei prezzi, l’Unione Nazionale Consumatori quantifica la “stangata”
E qui emerge il primo vero colpo di scena, che ha dell’inaspettato per chi è abituato a leggere il caro-carburanti in chiave nord-sud. È la Campania, infatti, a detenere in questi giorni il primato della benzina meno cara a livello nazionale. Un’anomalia statistica – calcolata dall’Unione Nazionale Consumatori – che sovverte ogni luogo comune sulle dinamiche territoriali dei prezzi: non è la Lombardia o il Veneto, non è nemmeno una regione a statuto speciale, ma il Sud a offrire il rifornimento meno salato. Nel frattempo, mentre il gasolio tra il 1° e il 5 maggio è sceso in tutte le regioni (e in autostrada è salito di appena un decimo di centesimo, l’equivalente di 5 centesimi su un pieno da 50 litri), per la benzina il copione è stato diametralmente opposto. L’Unione Nazionale Consumatori parla senza mezzi termini di “stangata”: la verde è decollata di oltre 17 centesimi, precisamente 17,2 in autostrada e 17,1 sulla rete stradale ordinaria (includendo anche le province di Bolzano e Trento). Un costo aggiuntivo, per chi fa il pieno da 50 litri, che va da 8,52 a 8,60 euro a seconda di dove si fa rifornimento.
L’Alto Adige tra i territori più cari, l’impennata degli ultimi giorni fotografata dalla cronaca locale
Se la Campania rappresenta l’estremità virtuosa della catena – se così si può definire, trattandosi pur sempre di una media a 1,926 euro – l’Alto Adige si trova all’opposto. La cronaca locale, in particolare un’inchiesta del quotidiano Alto Adige in data 5 maggio 2026, descrive una vera e propria “impennata negli ultimi giorni”, che ha portato la provincia autonoma a registrare uno dei prezzi della benzina più alti d’Italia. Nessuna sorpresa, forse, se si considera la conformazione del mercato locale e la minore densità di distributori self a basso costo, ma il dato resta significativo perché conferma come il nuovo meccanismo delle accise stia producendo effetti territoriali fortemente disomogenei. Mentre in Campania si riempie il serbatoio a un costo ancora (relativamente) sostenibile, in Alto Adige ogni litro pesa molto di più. E l’allineamento tra benzina e diesel, ormai quasi perfetto, non offre più nemmeno la possibilità di scegliere il carburante in base al portafoglio: si paga caro in entrambi i casi, solo con una leggera preferenza per il gasolio.




