Garlasco, la difesa di Sempio: «Meglio il processo che indagato a vita»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La difesa di Andrea Sempio considera molto probabile una richiesta di rinvio a giudizio per il delitto di Garlasco e chiede che la posizione dell'indagato venga finalmente chiarita. L'avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne insieme al collega Liborio Cataliotti, ha espresso la propria insofferenza per il protrarsi della vicenda giudiziaria: «Andrea Sempio non può essere indagato a vita, tanto vale andare a processo e accertare una volta per tutte la realtà dei fatti perché altrimenti non vive più». La legale ha ribadito la convinzione dell'innocenza del suo assistito.
Le nuove consulenze su impronte, scarpe e Dna
Il 16 ottobre i difensori hanno depositato cinque consulenze tecniche con cui contestano le conclusioni degli esperti della Procura di Pavia. Gli approfondimenti riguardano alcuni degli elementi centrali dell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Le analisi si concentrano sulle tracce delle scarpe individuate nell'abitazione, sull'impronta palmare denominata 33 e sul materiale genetico maschile rinvenuto sotto le unghie della vittima. Si tratta di valutazioni elaborate dai consulenti dell'indagato, che contrastano su diversi punti con le ricostruzioni dell'accusa e non costituiscono accertamenti giudiziari definitivi.
Per quanto riguarda le impronte delle calzature, gli esperti della difesa ritengono che le tracce della suola a pallini siano maggiormente compatibili con una scarpa numero 40 anziché 42. Sempio ha dichiarato di aver sempre portato il 44. I consulenti contestano anche la possibilità che l'aumento di peso dell'indagato negli anni possa spiegare una variazione delle dimensioni del piede tale da rendere compatibili le impronte. Sulla traccia palmare individuata nella villetta di via Pascoli, le verifiche difensive mettono invece in discussione la presenza di sangue, richiamando anche gli esiti dei test effettuati durante i primi accertamenti.
Un altro punto riguarda il Dna trovato sui reperti ungueali della vittima. La consulente Marina Baldi sostiene che gli elementi esaminati non permettano di stabilire con certezza quando e attraverso quali modalità il materiale genetico sia stato depositato. La difesa richiama anche la possibilità di contaminazione già considerata per altre tracce. Ulteriori osservazioni riguardano la ricostruzione delle lesioni e dei tempi di sopravvivenza della giovane, oggetto delle valutazioni medico-legali condotte per conto della Procura.
Le parole dell'indagato e i passaggi giudiziari
In un'intervista esclusiva a Sky TG24, realizzata da Diletta Giuffrida, Sempio ha descritto la fase attuale come una liberazione personale. Ha spiegato di voler arrivare rapidamente almeno all'udienza preliminare, nella convinzione di poter chiarire davanti a un giudice gli elementi contestati. Il suo auspicio è evitare il dibattimento vero e proprio, ottenendo una decisione già in quella sede. La posizione espressa dall'indagato presenta dunque una sfumatura diversa da quella della sua avvocata, che considera preferibile anche affrontare il processo piuttosto che convivere con ulteriori indagini e archiviazioni.
La Procura aveva notificato l'avviso di conclusione delle indagini il 28 settembre. Dopo il deposito delle controdeduzioni difensive, i magistrati hanno a disposizione un termine massimo di nove mesi per formulare l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. La decisione sull'apertura del processo spetterebbe al giudice dell'udienza preliminare. Solo dopo una richiesta formale la difesa valuterà se scegliere il rito abbreviato oppure quello ordinario. L'avviso di conclusione delle indagini non equivale infatti a una decisione di colpevolezza.
Un ulteriore elemento giudiziario riguarda Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio. I suoi legali hanno annunciato l'intenzione di presentare una richiesta di revisione della sentenza alla Corte d'Appello di Brescia. L'eventuale sovrapposizione dei due procedimenti ha portato i difensori di Sempio a considerare la possibilità di sollevare una questione di legittimità costituzionale, qualora si arrivasse a giudicare un'altra persona per lo stesso delitto senza un'ipotesi di concorso e senza una precedente decisione sulla revisione.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
