Il telecronista turco e le origini delle azzurre: bufera nella finale degli Europei di volley

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La finale degli Europei femminili di pallavolo, disputata ieri a Istanbul e conclusasi con la vittoria della Turchia sull'Italia al termine di un combattuto tie-break, ha lasciato sul campo un retrogusto amaro che va oltre la sconfitta sportiva.

L'attenzione degli addetti ai lavori e del pubblico si è infatti rapidamente spostata su un episodio avvenuto durante la presentazione ufficiale delle atlete italiane, quando un telecronista locale, commentando in diretta televisiva l'ingresso in campo delle giocatrici, ha specificato per alcune di esse il paese d'origine delle loro famiglie o il luogo di nascita.

Un gesto che ha sollevato un coro di proteste e ha portato a parlare apertamente di razzismo, riaccendendo i riflettori su una tensione che, in occasione degli incroci tra queste due nazionali, sembra ormai essere diventata una costante.

Le parole durante la diretta e le reazioni immediate

Il fatto è accaduto nel momento in cui lo speaker dello stadio annunciava le formazioni; la voce del telecronista turco si è sovrapposta, aggiungendo un commento a ogni nome. A Paola Egonu è stato associato il paese "Nigeria", a Myriam Sylla è stata abbinata la "Costa d'Avorio", per Ekaterina Antropova è stato indicato il "Russia", mentre per Sarah Fahr è stata menzionata la "Germania".

Le dichiarazioni, filtrate rapidamente attraverso i social network, hanno innescato un'ondata di polemiche e hanno spinto molti utenti a denunciare l'accaduto come un atto discriminatorio, volto a mettere in discussione l'appartenenza delle atlete alla nazionale italiana.

Il contesto e il precedente del 2022

Non si tratta, peraltro, di una provocazione inedita nel mondo della pallavolo femminile. L'episodio richiama alla mente quanto già accaduto nel 2022, quando un giornalista brasiliano, al termine di un Mondiale, scatenò l'amarezza di Paola Egonu chiedendole, in conferenza stampa, se si sentisse davvero italiana. Anche in quella circostanza, come in questa, le frecciate arrivarono da un paese la cui stessa nazionale si avvale del contributo decisivo di atlete naturalizzate (si pensi, per esempio, a Melissa Vargas, di origine cubana, che ha giocato un ruolo chiave per la vittoria turca).

Un aspetto che rende la posizione del telecronista, se letta in quest'ottica, ancora più paradossale.

Gli ascolti della finale su Rai 1

La finale di Istanbul, nonostante l'esito negativo per la squadra allenata da Julio Velasco, ha registrato un enorme successo in termini di pubblico televisivo. La diretta su Rai 1 è stata seguita da una media di 3.624.000 spettatori, pari a uno share del 29,5%, un dato che ha trasformato l'incontro in uno degli eventi sportivi più visti della serata. Il risultato, che arriva a coprire quasi un italiano su tre davanti al televisore, conferma l'interesse crescente per le gesta della nazionale femminile di volley.

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