L'e-commerce non è il dominus, il 90% degli acquisti si fa ancora in negozio
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Redazione Economia
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La narrativa prevalente degli ultimi anni, quella che dipingeva un futuro prossimo dominato dagli acquisti digitali a discapito dei tradizionali esercizi commerciali, mostra oggi crepe significative. I dati più recenti, elaborati con scrupolo dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, rimettono infatti i paletti al posto giusto, restituendo una fotografia del mercato retail italiano sorprendentemente equilibrata. Se è innegabile che la crescita del commercio online abbia mantenuto, nel corso del 2024, ritmi doppi rispetto a quello tradizionale, toccando in alcuni momenti punte del 17%, è altrettanto vero che la sua quota si è infine stabilizzata attorno all'11%. Una percentuale rilevante, che in termini di valore economico si traduce in 58,8 miliardi di euro movimentati, di cui 38,2 dedicati ai prodotti e i rimanenti 20,6 ai servizi, ma che non intacca la preminenza del canale fisico.
La resilienza del negozio fisico nella quotidianità degli italiani il dato che più di ogni altro riassume questa inversione di tendenza è lampante: circa il 90% delle vendite al dettaglio di prodotti continua a svolgersi presso attività commerciali fisiche. Un primato schiacciante, che resiste nonostante i vantaggi oggettivi offerti dalla rete. L’e-commerce, del resto, ha dalla sua tempi d’acquisto ridotti all’osso, una facilità senza pari nel confrontare i prezzi tra diversi venditori e un accesso immediato a informazioni e recensioni dettagliate sui prodotti. A ciò si aggiungono politiche di prezzo spesso aggressive e la comodità di un’offerta pressoché illimitata, disponibile ventiquattr’ore al giorno e supportata da consegne sempre più rapide e garanzie di reso ormai standardizzate.
Un'abitudine radicata che il click non ha scalzato eppure, questo pacchetto di convenienze, per quanto apprezzato, non è riuscito a sostituire un’abitudine di acquisto profondamente radicata nel comportamento dei consumatori. Anche in regioni dinamiche come la Lombardia, dove il 44,8% della popolazione ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi dodici mesi, la pratica di recarsi direttamente in negozio non è stata scalzata. Il metodo comodo e a portata di click, insomma, non ha ancora "sfondato" nel senso più disruptive del termine. La crescita a doppia cifra dell'online, seppur innegabile, avviene in un contesto dove la stragrande maggioranza del valore economico continua a generarsi all’interno di spazi reali, fatti di vetrine, banconi e relazione diretta.




