Sony chiude gli store digitali di PS3 e PS Vita, addio ai dischi fisici dal 2028
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Sony ha ufficializzato la data di chiusura definitiva del PlayStation Store per PlayStation 3 e PS Vita, un annuncio che arriva in concomitanza con un'altra decisione epocale: l'abbandono del supporto fisico per i giochi, destinato a diventare realtà a partire dal 2028. Le due notizie, diffuse nella stessa giornata, tracciano una linea chiara sul futuro della casa giapponese e sull'evoluzione del mercato videoludico, ormai proiettato verso il solo formato digitale.
Sebbene per la maggior parte del mondo, Italia compresa, i negozi virtuali di queste due piattaforme rimarranno attivi fino a luglio 2027, in alcune regioni i tempi saranno molto più stretti.
Per quanto riguarda la chiusura degli store digitali, il calendario stabilito da Sony presenta tempistiche differenziate a seconda dell'area geografica.
In Messico, Honduras e Nicaragua, l'accesso agli acquisti online per PS3 e PS Vita verrà interrotto già ad agosto 2026; in altre nazioni dell'America Latina e in Medio Oriente, invece, il servizio cesserà di funzionare entro la fine del medesimo anno. Per il resto del globo, e quindi anche per il mercato europeo e italiano, la data fatidica è fissata a luglio 2027, un lasso di tempo che offre agli utenti ancora un anno per effettuare eventuali ultimi acquisti o recuperare contenuti dalla propria libreria.
Questa decisione, del resto, arriva a distanza di sei anni dal primo "tentativo" di chiudere i servizi, quando Sony aveva fatto marcia indietro a causa delle proteste degli utenti, concedendo una proroga che ora giunge al termine.
Il piano per il futuro: solo digitale dal 2028
La tempistica della chiusura degli store non è casuale e si lega a doppio filo con l'altra grande notizia diffusa da Sony: la fine della produzione e distribuzione dei giochi su supporto fisico. A partire dal 2028, i titoli PlayStation non usciranno più su disco, diventando esclusivamente digitali. Un passaggio che segna un cambio di paradigma per l'azienda, la quale sembra aver individuato in quella data lo spartiacque per completare la transizione iniziata ormai da anni.
L'epoca del disco, delle cartucce e dei supporti ottici che hanno accompagnato generazioni di giocatori, si avvia così a una conclusione che per molti appassionati, specialmente tra i Millennial che hanno vissuto l'era d'oro del fisico, rappresenta un distacco difficile da accettare ma ormai inevitabile.
PS6 e l'addio al lettore ottico
La decisione di abbandonare i dischi fisici entro il 2028 ha immediatamente acceso i riflettori sulla prossima generazione di console, alimentando la convinzione che PlayStation 6 possa essere progettata senza un lettore ottico integrato, almeno nella sua configurazione standard. Se i giochi non usciranno più su disco a partire da quell'anno, appare coerente pensare che l'hardware di nuova generazione non preveda più un'unità disco "out of the box", per così dire, spingendo gli utenti verso un ecosistema completamente digitale.
Un cambiamento che, se da un lato semplifica la distribuzione e riduce i costi di produzione, dall'altro solleva questioni legate alla conservazione dei titoli e al possesso fisico dei videogiochi, un tema caldo che accompagnerà il dibattito nei prossimi anni.
Il contesto e il significato di una scelta epocale
Questo duplice annuncio rappresenta un punto di non ritorno per Sony, che dopo anni di convivenza tra i due formati accelera decisamente verso un modello di business basato esclusivamente sul digitale. La chiusura del PlayStation Store per PS3 e PS Vita, seppur programmata con tempi dilazionati, è il tassello finale di un percorso che ha visto la casa nipponica ridurre progressivamente il supporto alle vecchie piattaforme, mentre l'addio ai dischi fisici per i nuovi titoli sancisce una trasformazione strutturale dell'intero settore.
Per i giocatori italiani, che potranno contare su negozi virtuali attivi fino al 2027, resta comunque una finestra ampia per gestire i propri acquisti e per prepararsi a un futuro in cui il videogioco sarà sempre più un bene immateriale, accessibile solo attraverso il cloud e il download.
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