Milano Cortina 2026, il medagliere finale certifica un’Italia da record: dieci ori e trenta podi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sono dieci gli ori, sei gli argenti e quattordici i bronzi conquistati dalla spedizione azzurra in questa edizione casalinga dei Giochi olimpici invernali, un bottino che, con trenta medaglie complessive, migliora sensibilmente i primati stabiliti quattro anni fa a Pechino e, vent’anni prima, a Torino 2006, fino a ieri considerata l’Olimpiade invernale più vincente per il movimento del ghiaccio e della neve italiano -5. La quarta posizione nel medagliere finale, alle spalle di una Norvegia dominatrice, degli Stati Uniti e dei Paesi Bassi, non racconta appieno la portata dell’impresa, considerando che il fatturato di medaglie azzurro è stato superato solamente da quelle tre nazioni e che, a livello quantitativo, si è registrato un incremento di dieci unità rispetto al precedente record di venti podi, quello stabilito a Lillehammer nel lontano 1994 -7.

Le imprese delle regine del ghiaccio e della neve

A trascinare l’Italia in questa cavalcata trionfale ci hanno pensato, in larga parte, le sue campionesse. Santa Francesca Lollobrigida, per tutti Lollo, ha aperto le danze con una doppietta storica nei tremila e nei cinquemila metri del pattinaggio velocità, un’impresa riuscita soltanto a sei atlete nell’intera storia di questa disciplina, regalando al pubblico emozioni che travalicavano il dato puramente sportivo per toccare corde più intime, come quel pianto liberatorio dopo la gara e la corsa ad abbracciare il figlio Tommaso, presente sugli spalti. Federica Brignone, da parte sua, ha firmato quella che è stata definita una vera e propria Mission Impossible: a dieci mesi di distanza da un infortunio alla gamba destra che ne aveva messo in forte dubbio la carriera, la valdostana ha saputo prima conquistare l’oro nel supergigante e poi bissare il Titolo nello slalom gigante, gareggiate in condizioni di visibilità proibitive sull’Olympia delle Tofane, dominando con una autorità che ha costretto le avversarie a inchinarsi al suo cospetto. A queste si aggiunge l’ennesimo, straordinario capitolo della leggenda di Arianna Fontana, l’atomica di Valtellina che, a trentacinque anni e alla sesta partecipazione olimpica, ha messo al collo tre medaglie – un oro nella staffetta mista e due argenti – portando a tredici il suo personale bottino a cinque cerchi ed eguagliando il primato assoluto italiano dello schermidore Edoardo Mangiarotti, prima di superarlo nella stessa rassegna.

Le sorprese dello slittino e il primo storico oro nel biathlon

Se le imprese di Brignone e Lollobrigida erano in qualche modo attese, il ciclone azzurro ha investito anche discipline nelle quali l’Italia non aveva mai raccolto frutti così preziosi. Nel biathlon, ad esempio, è arrivato il primo oro olimpico della storia grazie a Lisa Vittozzi, capace di dominare l’inseguimento femminile ad Anterselva con una prova di poligono semplicemente perfetta, cancellando i dolori alla schiena che l’avevano tormentata nei mesi precedenti e che le avevano persino fatto pensare al ritiro. Lo slittino, poi, ha regalato una serata memorabile con una doppietta d’oro: quella di Andrea Voetter e Marion Oberhofer nel doppio femminile, specialità al debutto olimpico, e quella di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner nel doppio maschile, un successo che mancava da oltre trent’anni. Nello ski cross, infine, Simone Deromedis e Federico Tomasoni hanno confezionato una storica doppietta, con il primo che ha condotto la finale dall’inizio alla fine e il secondo che ha strappato l’argento soltanto al fotofinish, dedicando la medaglia alla compagna Matilde Lorenzi, scomparsa tragicamente nell’autunno del 2024.

Le polemiche e i numeri di un’edizione da incorniciare

Non sono mancati, come spesso accade in una rassegna così lunga e sentita, i momenti di tensione e di rammarico. Su tutti, spicca l’amarezza di Pietro Sighel, eliminato nei mille metri dello short track per una penalità che lo stesso atleta ha definito discutibile, nonostante il primo posto tagliato sul traguardo, un verdetto che ha spento sul nascere le sue ambizioni individuali dopo l’oro conquistato nella staffetta mista. Al di là degli episodi singoli, però, la macchina organizzativa di Milano Cortina 2026 ha ricevuto il plauso internazionale: nel corso della conferenza stampa di chiusura, il presidente del Comitato organizzatore Giovanni Malagò ha sottolineato come l’assemblea del Cio abbia tributato una standing ovation alla Fondazione, mentre l’amministratore delegato Andrea Varnier ha tracciato un bilancio positivo del ticketing, con un milione e trecentomila biglietti venduti, cifra che rappresenta circa l’ottantotto per cento della capacità totale, con un pubblico straniero proveniente in larga parte da Germania e Stati Uniti. Un successo di pubblico e di critica che ha coronato un’Olimpiade entrata di diritto nella storia dello sport nazionale.

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