Milano Cortina, il record di medaglie dell’Italia è già storia: ventidue podi e otto ori

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il nono giorno di gare delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, quello che molti attendevano come il momento della verità, ha consegnato agli archivi dello sport italiano una pagina che per trentadue anni era rimasta intonsa. L’edizione dei Giochi disputatasi in casa, tra le montagne lombarde e quelle venete, con il suggestivo fondale delle Dolomiti e la cerimonia conclusiva che si terrà tra sette giorni all’Arena di Verona, ha finalmente superato ogni precedente storico: alle 13.05, quando la staffetta maschile del fondo composta da Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e dal capitano Federico Pellegrino ha tagliato il traguardo di Tesero in terza posizione, il count dei podi azzurri è schizzato a diciannove. La rimonta di Pellegrino, che nell’ultima frazione ha beffato la Finlandia riportando l’Italia sul podio a vent’anni esatti dall’ultima volta in staffetta, quella di Torino 2006, ha fatto da apripista a un pomeriggio destinato a cambiare la gerarchia delle imprese olimpiche tricolori.

La domenica della svolta, tra il gigante di Cortina e l’inseguimento di Anterselva

Mentre il sole alto su Cortina illuminava la pista Olimpia delle Tofane, Federica Brignone ha compiuto l’ennesimo capolavoro di una carriera che non finisce mai di stupire. Dopo l’oro in superg, la valdostana ha replicato nello slalom gigante, mettendo in fila un parterre di avversarie che al termine della gara, quasi come in un atto di resa sportiva, le si sono inginocchiate attorno sulla neve. Un gesto, quello di Sara Hector e Thea Louise Stjernesund, che fotografa la dimensione quasi irreale della doppietta di Brignone, capace di tenere a bada la pressione di un’Olimpiade domestica con una freddezza esecutiva che poche volte si era vista. Il suo secondo oro, arrivato alle 14.26, non solo ha regalato all’Italia la ventesima medaglia, eguagliando così i venti podi di Lillehammer 1994, ma ha aperto la strada a un sorpasso che pochi minuti dopo sarebbe diventato definitivo.

Nel frattempo, ad Anterselva, Lisa Vittozzi stava scrivendo un capitolo di redenzione personale che profuma di favola. La ventisettenne sappadina, reduce da un ciclo olimpico segnato da un grave infortunio alla schiena che nella stagione 2024-25 l’aveva costretta ai box, ha imbracciato il carabino e non ha sbagliato un colpo. Partita con il pettorale numero cinque nell’inseguimento femminile, Vittozzi ha infilato venti bersagli su venti, una precisione chirurgica che le ha permesso di recuperare posizioni su posizioni fino a involarsi verso quel traguardo dove, appena oltre la linea, si è accasciata al suolo travolta dall’emozione. L’oro, il primo della sua carriera in una rassegna a cinque cerchi, completava una collezione di metalli preziosi che le mancava e portava il bottino complessivo dell’Italia a ventuno medaglie, con sette ori nel carniere: il conto con Lillehammer era ormai saldato, con gli interessi.

Un sabato avaro e una domenica di grazia, il medagliere vola

Se il sabato precedente aveva lasciato l’amaro in bocca, con poche soddisfazioni e qualche occasione sfumata, la domenica ha ribaltato ogni pronostico regalando una pioggia di metallo prezioso che pochi si aspettavano così copiosa. Non è finita qui, perché lo snowboard cross a squadre miste, con Michela Moioli e Lorenzo Sommariva, ha aggiunto un argento che ha ulteriormente infoltito un medagliere ormai straripante: otto ori, quattro argenti e dieci bronzi, per un totale di ventidue podi che rappresentano il nuovo record assoluto per l’Italia ai Giochi invernali. Un risultato che supera i venti di Lillehammer ’94, quella spedizione che aveva segnato un’epoca con sette ori e che per oltre trent’anni era rimasta come un faro inavvicinabile per lo sport nazionale.

Il dato, peraltro, assume una valenza ancora più profonda se si considera che manca un’intera settimana alla cerimonia di chiusura, con ancora quaranta e più gare da disputare e la possibilità concreta di allungare ulteriormente questa striscia vincente. Francesca Lollobrigida, con i suoi due ori nel pattinaggio di velocità, la staffetta mista dello short track, lo slittino e poi le due imprese di Brignone e Vittozzi hanno costruito l’ossatura di un medagliere che al momento proietta l’Italia al secondo posto della classifica per nazioni, tallonata da vicino ma con un distacco ormai siderale rispetto alle inseguitrici. Solo la Norvegia, con la sua macchina da guerra fatta di fondisti e biatleti, riesce a mantenere le distanze, ma per la spedizione azzurra il vero obiettivo era un altro e quel traguardo, quello di superare quota venti medaglie, è stato centrato con una giornata di anticipo rispetto a qualsiasi tabella di marcia.

La staffetta maschile del fondo e il bis di Brignone, le chiavi del sorpasso

Se si guarda alla cronologia degli eventi, è stata la staffetta del fondo a innescare la miccia. Graz, Barp, Carollo e Pellegrino, quartetto che sulla carta partiva per un piazzamento dignitoso, ha invece creduto in quella possibilità sin dalle prime battute, tenendo il ritmo dei norvegesi — quelli di Johannes Klaebo, giunto al suo quarto oro in questi Giochi — e resistendo agli attacchi di francesi e finlandesi. La volata di Pellegrino, che per lui rappresenta la terza medaglia olimpica dopo i due argenti di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, ha regalato all’Italia la diciannovesima gioia, quella che precedeva di pochissimo il botto finale. Subito dopo, come detto, Brignone ha pareggiato il conto con il passato e Vittozzi lo ha definitivamente riscritto, regalando a questo 15 febbraio 2026 una lucentezza che rimarrà impressa nella memoria collettiva.

Keywords: Milano Cortina 2026, Olimpiadi invernali, medagliere Italia, record medaglie, Federica Brignone, Lisa Vittozzi, staffetta sci di fondo, Federico Pellegrino, Lillehammer 1994, biathlon description: L’Italia vola a 22 medaglie a Milano Cortina 2026, superando il record di Lillehammer ’94. Decisive le imprese di Brignone, Vittozzi e della staffetta di fondo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.