Zelensky accetta l’incontro a Istanbul, ma Putin fugge il confronto
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Redazione Esteri
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Mentre Volodymyr Zelensky si prepara a volare in Turchia per un faccia a faccia che potrebbe segnare una svolta nel conflitto, Vladimir Putin sembra rifuggire il tavolo negoziale, lasciando trapelare una reticenza che alimenta dubbi sulle sue reali intenzioni. Il presidente ucraino, dopo aver accettato la mediazione di Recep Tayyip Erdogan, ha ribadito l’urgenza di una tregua, sottolineando però lo “strano silenzio” di Mosca, che non ha ancora risposto alle proposte di cessate il fuoco avanzate da più parti.
Trump, coinvolto indirettamente nella partita, ha esortato Putin a presentarsi all’appuntamento di Istanbul, definendolo decisivo e lasciando intendere una sua possibile partecipazione. “Sarà molto importante e ne usciranno cose buone”, ha dichiarato, in un messaggio che suona come una pressione ulteriore sul Cremlino. Ma finora, il leader russo – che pure aveva annunciato una riduzione delle operazioni militari – non ha confermato la sua presenza, alimentando l’ipotesi che la mossa fosse solo un diversivo per guadagnare tempo.
Zelensky, dal canto suo, non ha perso tempo: oltre a confermare la sua disponibilità al dialogo, ha coinvolto anche il Papa in una telefonata, cercando ogni possibile leva diplomatica per isolare Mosca. Intanto, l’Europa ha rilanciato con un ultimatum per una tregua immediata, prontamente respinto dai russi, mentre i bombardamenti continuano nonostante le dichiarazioni di de-escalation.




