Uruguay e Capo Verde si dividono la posta, la Celeste stecca ancora
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Redazione Sport
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La seconda giornata del girone H dei Mondiali, che vede ai nastri di partenza anche Spagna e Arabia Saudita, ha regalato un'altra sorpresa destinata a pesare sugli equilibri del raggruppamento. All'Hard Rock Stadium di Miami, infatti, l'Uruguay non è riuscito ad andare oltre il 2-2 contro la rivelazione Capo Verde, centrando il secondo pareggio consecutivo dopo quello ottenuto faticosamente contro i sauditi.
Un risultato che complica non poco il cammino della squadra di Marcelo Bielsa, ora chiamata a uno scontro diretto decisivo con la Spagna, mentre dall'altra parte la formazione africana conferma le ottime impressioni dell'esordio e mette in cascina un punto prezioso che tiene viva la corsa alla qualificazione.
Pina sblocca, poi l'Uruguay risponde con un uno-due
La partita, come spesso accade in queste competizioni, ha preso una piega inaspettata dopo un primo quarto d'ora che sembrava promettere ben altro al cospetto di una Celeste scesa in campo con l'intento di mettere subito pressione agli avversari. La formazione sudamericana, decisa a dimenticare la prova opaca contro l'Arabia, si è riversata nella metà campo offensiva con una certa veemenza, pur scontrandosi con una difesa capoverdiana ben organizzata e intenzionata a non subire l'urto.
Eppure, nonostante un palleggio che per qualità e fluidità lasciava spesso a desiderare, il primo squillo della sfida è arrivato da una traiettoria inaspettata, quella della punizione dal limite battuta da Pina, il cui tiro è stato favorito da una barriera che si è colpevolmente aperta, beffando l'estremo difensore e portando in vantaggio gli underdog.
La reazione dell'Uruguay, però, è stata veemente e ha prodotto gli effetti desiderati già prima del fischio d'intervallo. La Celeste, pur con poca qualità nella manovra, ha continuato a spingere con insistenza e ha trovato il pareggio grazie a un colpo di testa vincente di Araujo, bravo a capitalizzare un cross dalla destra che l'ha visto anticipare la difesa avversaria.
A quel punto l'inerzia della partita era chiaramente cambiata e l'uruguaiano Canobbio ha completato la rimonta nel corso del recupero, finalizzando un'azione manovrata con un appoggio da due passi che valeva il sorpasso e che sembrava poter mandare le squadre negli spogliatoi con un vantaggio rassicurante per i sudamericani.
Nella ripresa Varela ristabilisce la parità
L'inizio della seconda frazione di gioco, tuttavia, ha restituito immediate speranze a Capo Verde, che è sceso in campo con la determinazione di non arrendersi. La selezione del ct Brito ha mostrato un volto più intraprendente, riuscendo a mettere in difficoltà la retroguardia uruguaiana con azioni rapide e concrete. E così, a spezzare nuovamente l'equilibrio e a firmare il definitivo 2-2 ci ha pensato Varela, subentrato nel corso del match, che ha insaccato la palla del pari regalando ai suoi un secondo punto che sa di impresa.
La rete ha gelato l'ambiente uruguaiano, che aveva già iniziato a programmare la gestione del vantaggio, e ha invece esaltato gli africani, capaci di rimontare un risultato che per lunghi tratti era parso compromesso.
Le pagelle: Pina da storia, Olivera da incubo
Al termine della contesa, le valutazioni sui protagonisti in campo tracciano un quadro piuttosto eloquente di quanto visto in campo. Il gol di Pina, arrivato su punizione dalla distanza, rappresenta un momento storico per il calcio capoverdiano e gli è valso un 6,5 in pagella per l'impatto che ha avuto sulla partita. Araujo si è confermato il migliore tra i suoi, l'unico a mantenere alti i ritmi e a rendersi pericoloso con continuità, mentre Valverde è letteralmente scomparso nella ripresa, un'anomalia per un giocatore del suo calibro, e non è riuscito a dare la scossa che ci si attendeva.
Discorso a parte merita l'incolpevole Vozinha, che in questa occasione non è riuscito a blindare la propria porta come invece aveva fatto all'esordio; dall'altra parte, invece, il reparto arretrato dell'Uruguay ha mostrato tutte le sue crepe, con Olivera che ha raccolto un 4 in pagella a causa di una prestazione disastrosa che ha esposto la difesa a continue imbarcate. Il pareggio firmato da Varela, entrato dalla panchina, è stato invece l'episodio che ha premiato la scelta di osare del ct Brito.
Per l'Uruguay, la partita contro la Spagna diventa ora un vero e proprio spartiacque per il proseguo del torneo: non si può più sbagliare. Per Capo Verde, invece, il cammino prosegue con la consapevolezza di poter giocarsela fino all'ultimo minuto, forte di un'identità difensiva che, come già contro gli spagnoli, ha saputo tenere testa a due delle nazionali più blasonate del girone, facendo sognare un intero paese.




