Piazza Affari regge l'urto delle tensioni internazionali, mentre l'Europa affonda tra timori di guerra e crollo dei chip

Piazza Affari regge l'urto delle tensioni internazionali, mentre l'Europa affonda tra timori di guerra e crollo dei chip
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   I mercati azionari europei hanno vissuto una seduta all'insegna della duplice morsa: da un lato, l'escalation verbale e militare tra Stati Uniti e Iran, che ha spinto al rialzo il prezzo del greggio; dall'altro, i deludenti conti di Samsung e il crescente scetticismo sui margini dell'intelligenza artificiale, che hanno innescato un crollo verticale del comparto tecnologico.

È proprio in questo contesto che Piazza Affari, nonostante una chiusura in territorio negativo, è riuscita a limitare i danni, dimostrando una resilienza maggiore rispetto alle principali consorelle europee, come Francoforte e Parigi, che hanno invece subito perdite ben più pesanti.

L'Europa in rosso per il rischio Iran e il crack dei semiconduttori

Le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso la giornata di mercoledì 8 luglio in profondo rosso, travolte da un'ondata di vendite che non risparmia nessuno. L'indice tedesco DAX ha lasciato sul terreno oltre due punti percentuali, mentre Parigi e Madrid hanno registrato ribassi analoghi, superiori al 2%. A pesare sul sentiment degli investitori è stata la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha dichiarato concluso il cessate il fuoco provvisorio con l'Iran, alimentando timori per un nuovo conflitto in Medio Oriente.

La conseguenza più immediata è stata l'impennata dei prezzi del petrolio, con il WTI e il Brent che hanno guadagnato quasi il 6% in poche ore, mentre l'oro, tradizionale bene rifugio, ha subito un leggero ribasso, attestandosi sui 4.070 dollari l'oncia.

A queste tensioni si è aggiunto il crollo verticale di STMicroelectronics, che a Milano ha perso oltre l'8% del suo valore in un'unica seduta, un tonfo che ha trascinato con sé tutto il settore europeo dei semiconduttori. La causa principale va ricercata nei conti trimestrali deludenti di Samsung, che hanno gettato nuovi dubbi sulla redditività degli ingenti investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale e sull'effettiva sostenibilità delle valutazioni di mercato.

Il timore che la bolla tecnologica possa essere vicina a un punto di svolta ha generato un forte clima di avversione al rischio, spingendo gli investitori a liquidare le posizioni più esposte, dalla Francia all'Inghilterra.

Piazza Affari limita i danni grazie al settore energetico

Nonostante la pioggia di vendite che ha investito l'Europa, il FTSE MIB di Milano ha dimostrato una tenuta migliore rispetto agli altri listini, chiudendo con una flessione dell'1,22%. La contrazione, comunque significativa, è stata più contenuta rispetto a quella registrata a Francoforte o Parigi, grazie soprattutto alla componente energetica del listino, che ha invece beneficiato del forte rialzo dei prezzi del greggio. Eni e Saipem hanno chiuso in netto rialzo, guadagnando rispettivamente il 3,66% e il 3,18%, mentre Tenaris ha messo a segno un progresso del 2,60%.

Questi titoli, che a causa del conflitto mediorientale rappresentano un investimento diretto sull'aumento del prezzo del petrolio, hanno frenato la discesa dell'indice milanese, confermando la loro funzione di scudo in un contesto di rinnovata incertezza geopolitica.

Sul fronte valutario, l'euro ha continuato a scambiare sui livelli della vigilia, attestandosi a 1,141 rispetto al dollaro. Un'altra nota dolente per il listino italiano è arrivata dal settore bancario, che ha subito una nuova ondata di pressioni legate al risiko del credito. La partita per Monte dei Paschi di Siena, contesa tra l'offerta di Intesa Sanpaolo e il progetto di Banco BPM, tiene banco e influisce negativamente sul comparto, complicando ulteriormente un quadro già reso fragile dall'instabilità internazionale e dalla volatilità dei mercati.

Lo spread, intanto, ha continuato a salire fino a toccare gli 80 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si è portato al 3,87%.

Le trimestrali e l'incognita sull'intelligenza artificiale

L'attenzione degli operatori, oltre che ai fronti caldi della geopolitica, resta focalizzata sulla stagione delle trimestrali e, in particolare, sui risultati del settore tecnologico. Il tonfo di STMicroelectronics è un campanello d'allarme che gli investitori non possono ignorare: i dati negativi di Samsung hanno messo in discussione le prospettive di crescita dell'intera filiera, alimentando il dubbio che le enormi spese per l'intelligenza artificiale possano non tradursi in profitti altrettanto grandi.

La cautela è diventata la parola d'ordine sui mercati, e Piazza Affari, seppur penalizzata, ha dimostrato di reggere meglio il colpo, riuscendo a contenere le perdite in una giornata che avrebbe potuto essere molto più pesante per tutti i listini finanziari del Vecchio Continente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.