Avviso di garanzia per Rocchi, il designatore salta Cesena-Sampdoria. La procura indaga per frode sportiva

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’eco dell’avviso di garanzia, notificato nella serata di giovedì, non si è ancora spento quando già si registra il primo, concreto contraccolpo operativo. Gianluca Rocchi, che nella sua qualità di designatore degli arbitri di Serie A e B era stato accreditato per la sfida di Serie B in programma oggi pomeriggio al Manuzzi tra Cesena e Sampdoria, ha ufficialmente comunicato alla società bianconera la propria rinuncia a presenziare in tribuna. Una decisione, quest’ultima, presa per arginare le polemiche o più semplicemente per evitare un’ulteriore esposizione mediatica in un momento già oltremodo complesso, che ha spinto il club a modificare in corsa il nominativo dell’osservatore. Rocchi, come da prassi in questi casi, verrà dunque sostituito da un altro delegato dell’Aia, il quale si occuperà di monitorare la gara senza che il nome dell’ex arbitro faccia da contraltare alla tensione.

L’inchiesta della procura di Milano e le pressioni nella sala Var

Il terremoto che sta scuotendo le fondamenta del calcio italiano affonda le radici in un’indagine coordinata dal pm milanese Maurizio Ascione, il quale ha iscritto nel registro degli indagati lo stesso Rocchi con l’ipotesi di reato di “concorso in frode sportiva”. Un’accusa pesante, la stessa che vent’anni fa fece da apripista allo scandalo Calciopoli, che questa volta però non riguarda le designazioni in sé quanto piuttosto le dinamiche interne alla sala Var di Lissone. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il campionato 2024-2025 sarebbe stato teatro di presunte interferenze sistematiche, con il designatore che avrebbe esercitato pressioni indebite sui colleghi addetti alla tecnologia, condizionandone di fatto le decisioni.

Il fulcro dell’attività investigativa è rappresentato da un video, acquisito agli atti, relativo alla partita Udinese-Parma del primo marzo 2025. Le immagini mostrano il Var Daniele Paterna intento a discutere con i suoi assistenti su un possibile tocco di mano in area: inizialmente sembra propenso a escludere la sanzione, sostenendo che il braccio del difensore fosse aderente al. A un certo punto, però, Paterna si volta di scatto verso la vetrata che separa la postazione dal resto della struttura – chiedendo chiaramente “È rigore?” secondo la lettura del labiale – per poi cambiare radicalmente valutazione e suggerire all’arbitro in campo, Fabio Maresca, la cosiddetta “on field review”. Una revisione che si concluse, com’è noto, con la concessione del calcio di rigore.

La tesi accusatoria, suffragata da un esposto presentato da Domenico Rocca (poi archiviato dalla giustizia sportiva), sostiene che dietro quella repentina inversione di tendenza ci fosse proprio Gianluca Rocchi. Il designatore, stando a quanto riportato, si sarebbe alzato “rapidamente dalla postazione” per bussare ripetutamente sul vetro, cercando in questo modo di richiamare l’attenzione dei diretti interessati. Un’interferenza fisica, insomma, che violerebbe il principio di isolamento della cabina di regia. Tant’è che lo stesso Paterna, ascoltato inizialmente in qualità di teste, ha visto la sua posizione degradare a quella di indagato per falsa testimonianza: il pm, ritenendo non veritiera la versione fornita dall’addetto alla luce dei filmati, ha interrotto bruscamente l’interrogatorio.

Il caso Inter-Verona e la gomitata di Bastoni

Non si guarda però soltanto al campionato in corso. L’inchiesta del pm Ascione, che da mesi esplora ogni anfratto del sistema (dagli organi tecnici alla Figc, dai club alla giustizia sportiva), ha allargato il proprio raggio d’azione anche alla stagione precedente. In particolare, gli inquirenti stanno scrutinando un episodio avvenuto durante Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, match valevole per lo scorso campionato.

Al centro delle verifiche c’è una gomitata rifilata dal difensore nerazzurro Alessandro Bastoni ai danni del calciatore gialloblù Duda, un’azione violenta che all’epoca non fu sanzionata con l’espulsione e che precedette di pochi istanti il gol decisivo di Frattesi per l’Inter. I dialoghi intercorsi tra l’arbitro Michael Fabbri e il Var Luigi Nasca, rivelati in occasione di un raduno tecnico a Coverciano, risultano particolarmente eloquenti: mentre Fabbri veniva accerchiato dai giocatori del Verona, Nasca rassicurava il collega con un concitato “Vai, vai, vai, dai veloce. Regolare. Michael, sono Gigi: gol regolare”. Un’omissione, questa, che secondo la Procura costituirebbe il mancato ricorso alla “on field review” per un fallo intenzionale commesso lontano dall’azione, circostanza che avrebbe distorto l’esito finale della partita.

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