«Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva, avviso di garanzia al designatore di Serie A e B»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il mondo del calcio italiano, che già in passato aveva conosciuto il peso devastante di inchieste capaci di ribaltare classifica e credibilità, si trova nuovamente a fare i conti con un’ombra lunga e pesante. Gianluca Rocchi, l’attuale designatore degli arbitri di Serie A e B – ruolo tra i più delicati nell’intera governance del pallone nostrano – ha ricevuto lo scorso sabato 24 aprile un avviso di garanzia. La notizia, diffusa dall’agenzia di stampa AGI, ha confermato quanto già circolava nei corridoi della Figc da alcune settimane: l’ipotesi di reato è quella di “concorso in frode sportiva”, una fattispecie che evoca immediatamente alla memoria gli spettri di Calciopoli.

L’inchiesta della procura di Milano e il ruolo della sala VAR

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, si concentra sul campionato 2024-2025, appena concluso. A differenza di quanto accaduto in passato, quando le pressioni sugli arbitri passavano attraverso telefonate e chiacchiere informali, questa volta il fulcro delle attenzioni è la sala Var di Lissone, il centro nevralgico dove vengono riviste e validate le decisioni più controverse. Rocchi, stando a quanto emerso, avrebbe esercitato presunte pressioni sugli addetti a quella stanza, condizionandone – sempre secondo l’ipotesi accusatoria – le scelte in campo. Non si parla di singoli episodi isolati, ma di un presunto sistema di influenze ripetute nel corso dell’intera stagione.

Dalla gomitata di Bastoni alla falsa testimonianza: i nodi dell’inchiesta

Tra i fatti che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti figurano alcuni episodi specifici, rimasti a lungo sotto traccia ma ora al centro delle verifiche. Uno di questi riguarda la gomitata rifilata da un noto difensore, Bastoni, durante un match di alta classifica; un gesto che al momento non era stato sanzionato in modo adeguato, secondo le ricostruzioni degli investigatori. A questo si aggiunge un capitolo ancora più spinoso, quello della falsa testimonianza: alcuni soggetti ascoltati in fase preliminare avrebbero fornito versioni difformi dal reale svolgimento dei fatti, complicando ulteriormente il quadro. L’inchiesta, partita nell’estate del 2024, ha già scandagliato molteplici livelli del sistema calcio: dagli arbitri alla Figc, dai club fino alla giustizia sportiva, senza però ancora emettere verdetti definitivi.

Avviso di garanzia e paralleli con Calciopoli

L’avviso di garanzia notificato a Rocchi – un atto dovuto, va ricordato, e non ancora una condanna – rappresenta comunque un terremoto per l’intero movimento arbitrale. A vent’anni esatti dallo scandalo che portò alla retrocessione della Juventus in Serie B, il reato contestato è lo stesso: concorso in frode sportiva. Resta però una differenza sostanziale rispetto a allora: oggi il cuore della tecnologia (Var e sala di Lissone) è diventato il campo di battaglia, mentre in passato erano le cabine telefoniche e i designatori d’altra epoca a finire sotto osservazione. Rocchi, da calciatore prima e da arbitro poi, era considerato una garanzia di serietà; proprio per questo la sua posizione giudiziaria, per quanto ancora tutta da accertare, getta un’ombra inedita su un ruolo – quello del designatore – che avrebbe dovuto rappresentare il baluardo della correttezza.

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