Enea, gas a 70% e luce a 100%: la stangata da 5,4 miliardi per le famiglie italiane

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’analisi diffusa dall’Enea sul sistema energetico nazionale per l’intero 2025 restituisce una fotografia inequivocabile: i prezzi del gas hanno segnato un aumento del 70%, mentre quelli dell’elettricità sono raddoppiati rispetto al periodo antecedente la crisi del 2022. Un dato, quest’ultimo, che assume contorni ancor più pesanti se tradotto in termini di ricadute dirette sui bilanci domestici. La corsa delle quotazioni – alimentata da tensioni geopolitiche ancora irrisolte e da una domanda globale che non accenna a flettersi – ha infatti già cominciato a tradursi in bollette da capogiro, con un aggravio complessivo stimato dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre in 5,4 miliardi di euro solo per l’anno in corso. Se si allarga il confronto al 2024, il salasso sfiora i 6,6 miliardi.

Rinnovabili all’1%, il divario col Pniec si attesta al meno 20%

Nel rapporto dell’Enea viene segnalato un lieve incremento della produzione da fonti rinnovabili, fermo a un modesto +1%. Un progresso che, per quanto apprezzabile sul piano tecnico, appare del tutto inadeguato rispetto ai traguardi fissati dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec): lo scostamento dagli obiettivi intermedi raggiunge infatti il 20%. A tenere parzialmente a galla il settore è soprattutto il fotovoltaico, che registra una crescita del 25% e ormai copre da solo più di un sesto dell’elettricità totale prodotta nel Paese. Il resto del mix energetico – lo si legge tra le righe del documento – continua a poggiare in larga misura sulle importazioni di gas, il cui costo, a marzo, supererà i 2 miliardi di euro. Un’emorragia di risorse che alimenta il circolo vizioso tra dipendenza estera e rincari interni.

Veneto e Lombardia sotto shock: la povertà energetica colpisce 315mila veneti

L’impatto territoriale di questi aumenti non è affatto uniforme. Secondo le proiezioni della CGIA, in termini assoluti è la Lombardia a subire l’aggravio più pesante: un miliardo e 100 milioni di euro in più sulle bollette di famiglie e imprese. Ma è nel Veneto che il fenomeno assume una piega sociale drammatica. Qui, spiega l’analisi, la cosiddetta povertà energetica – ovvero l’incapacità di riscaldare adeguatamente la propria casa o di pagare regolarmente le forniture – riguarda quasi 315mila residenti, corrispondenti a poco meno di 140mila nuclei familiari. Un esercito silenzioso che rischia di ingrossarsi ulteriormente nei prossimi mesi, quando le tariffe ancora elevate del gas e dell’elettricità si scontreranno con l’inevitabile chiusura degli ammortizzatori sociali straordinari.

Consumi stabili, bollette alle stelle: l’Italia resta al palo sull’efficientamento

Un paradosso, quello italiano, che emerge con chiarezza dai dati Enea: a fronte di consumi energetici sostanzialmente stabili – nessuna impennata della domanda industriale o civile – i prezzi al dettaglio continuano a galoppare. Il motivo va cercato altrove, nella struttura di un mercato ancora troppo legato alle quotazioni del gas importato e in una transizione ecologica che procede a rilento. L’efficientamento energetico, su cui pure sarebbero attesi interventi strutturali, resta di fatto fermo. Nessun segnale di inversione di tendenza, né dalle politiche nazionali né dagli investimenti privati. Il quadro che ne deriva, delineato dall’Enea e confermato dalle stime della CGIA, è quello di un Paese che paga a caro prezzo la propria lentezza: le bollette lievitano, le rinnovabili crescono a singhiozzo, e il divario dagli impegni europei al 2030 si allarga senza che si intravedano soluzioni rapide.

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