Stellantis, una perdita da 22,3 miliardi che affonda i conti e taglia i premi in Italia
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Redazione Economia
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Il gruppo Stellantis ha chiuso il bilancio 2025 con una voragine da 22,3 miliardi di euro di perdita netta, un rosso profondo che, se da un lato certifica il fallimento delle previsioni sulla transizione elettrica, dall'altro azzera qualsiasi premio di risultato per i dipendenti italiani, costretti a osservare i colleghi di altre aree geografiche festeggiare un trattamento economico migliore. I ricavi netti annuali si sono attestati a 153,5 miliardi, segnando un calo del 2% rispetto all'anno precedente, un dato che s contingentato dall'andamento dei tassi di cambio e da una politica di prezzi al ribasso nella prima parte dell'anno -1. La mazzetta principale, come spiegato dall'amministratore delegato Antonio Filosa, deriva da oneri straordinari per circa 25,4 miliardi, legati a doppio filo a un ripensamento industriale di ampia portata: l'azienda ha dovuto riconsiderare i propri investimenti sull'elettrico, allineandosi a una domanda che, nei fatti, non è mai decollata ai ritmi sperati, né in Europa né negli Stati Uniti, dove la nuova amministrazione Trump ha ridotto gli incentivi e le agevolazioni per le auto a batteria -1-4.
Nel dettaglio, il secondo semestre ha mostrato qualche timido segnale di risveglio, con ricavi in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2024 e un miglioramento del 73% nella generazione di cassa industriale, ma questi numeri non sono bastati a tamponare l'emorragia dei primi mesi -1. Le consegne globali sono aumentate dell'11% nella seconda metà dell'anno, spinte soprattutto da una ripresa delle scorte e da uno slancio commerciale in Nord America, dove i volumi sono schizzati del 39%, ma la redditività operativa rettificata è rimasta in territorio negativo, ferma a -842 milioni di euro con un margine dello 0,5% negativo -1-7. Filosa, nel commentare i dati, ha parlato esplicitamente di un "costo della sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica", ammettendo che la strategia precedente, basata su una spinta troppo aggressiva verso il full electric, ha finito per allontanare l'offerta dalle reali preferenze dei consumatori, costringendo ora il gruppo a reimpostare l'offerta su una gamma più diversificata di motorizzazioni, ibride e termiche incluse -5-7.
Il paradosso del premio di produzione e la reazione sindacale
La mazzata per i lavoratori italiani, però, non arriva solo dai numeri di bilancio, ma anche dalla loro conseguenza diretta sul salario accessorio. A causa del mancato raggiungimento degli obiettivi economici legati alla redditività e alla produzione, Stellantis ha comunicato che non erogherà alcun premio di risultato per l'anno 2025, una voce che per molti dipendenti degli stabilimenti italiani rappresenta una parte consistente della retribuzione annua -3. Il paradosso, denunciato con forza dai sindacati, è che il bonus verrà invece corrisposto regolarmente ai lavoratori del Sud America, del Nord Africa e del Medio Oriente, aree in cui l'azienda ha continuato a investire e a mantenere alti volumi produttivi, garantendo al contempo la piena occupazione -3. La Fiom-Cgil ha parlato apertamente di "schiaffo" e di volontà chiara, da parte dell'azionista di riferimento Exor, di un disimpegno progressivo dalle attività industriali in Italia, puntando il dito contro scelte strategiche che avrebbero penalizzato sistematicamente il paese -6.
Gli operai italiani, molti dei quali hanno trascorso lunghi periodi in cassa integrazione o in contratti di solidarietà, subiscono quindi un doppio colpo: da un lato il taglio del salario dovuto alla riduzione dell'orario lavorato, dall'altro la perdita di un bonus che veniva invece garantito in contesti geografici dove la produzione non si è mai fermata -3. A Torino, la reazione è stata immediata, con la Fiom che ha proclamato uno sciopero di quattro ore a fine turno, mentre le altre sigle sindacali, Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, hanno espresso "grande amarezza" e "profonda preoccupazione" per il futuro, chiedendo all'azienda un cambio di passo e all'Europa di abbandonare l'approccio punitivo verso il motore endotermico -3. Per preservare la solidità patrimoniale, il consiglio di amministrazione ha inoltre deciso di sospendere il dividendo 2026 e di procedere all'emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi, misure necessarie per mantenere una liquidità industriale che, al 31 dicembre 2025, ammontava comunque a 46 miliardi -1-9.




