È morto Jesto, rapper simbolo della scena hip hop romana: aveva 40 anni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Justin Yamanouchi, in arte Jesto, se n’è andato nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto, a soli 40 anni. A dare l’annuncio è stato il fratello, Taiyo Yamanouchi, noto come Hyst, anch’egli rapper e attore, che su Instagram ha voluto ricordarlo con parole cariche di affetto e rispetto. «Astro del rap italiano e uomo di immensa levatura spirituale», ha scritto, sottolineando come la sua eredità artistica e umana sia «di valore incalcolabile».

Nato a Roma il 25 novembre 1983, Jesto – il cui nome d’arte è un chiaro riferimento al gesto del dito medio alzato – era figlio d’arte: suo padre, Stefano Rosso (vero nome Stefano Rossi), era un cantautore scomparso nel 2008, mentre sua madre, Teresa Piazza, è stata un’annunciatrice del Tg3. Dal patrigno, l’attore giapponese Haruhiko Yamanouchi, aveva ereditato il cognome con cui si è affermato nella scena musicale.

La sua carriera, iniziata nei primi anni Duemila, lo ha visto emergere soprattutto per le sue doti nel freestyle, conquistando il pubblico durante le gare del 2theBeat Tetralogia Supershallo. Con uno stile diretto e provocatorio, ha lasciato un segno nell’underground romano, diventando un punto di riferimento per molti appassionati del genere.

Le cause della morte non sono ancora state rese note, alimentando un velo di mistero sulla sua scomparsa. Quello che resta, oltre ai brani che lo hanno reso celebre, è il ricordo di un artista che, come ha scritto Fedez in un tweet, era considerato una «leggenda del rap (quello vero)».

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