Sanremo, la seconda serata si apre con il derby umbro vinto da Nicolò Filippucci
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è chi, come Laura Pausini, torna su quel palco e può permettersi di dire “Io ho cantato qui e ho vinto”, una frase che da sola riassume il peso della storia e al contempo spalanca le porte al futuro. La seconda serata del 76esimo Festival di Sanremo, condotta da Carlo Conti affiancato dalla stessa Pausini e da una squadra di co-conduttori che includeva Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo, si è aperta infatti non con i big, ma con il verdetto della prima semifinale dedicata alle Nuove Proposte. Un esordio di serata che ha subito messo di fronte due artisti accomunati dalle radici umbre: da una parte il trio composto da Blind, El Ma e Soniko, dall’altra il giovane Nicolò Filippucci, diciannove anni, di Corciano. La scaletta dell’Ariston, in quei minuti iniziali, è stata interamente gestita da Gianluca Gazzoli, il conduttore che ha accompagnato i ragazzi nel percorso di Sanremo Giovani e che ha avuto il compito di presentare le sfide. Filippucci, già noto al pubblico per il passato nella scuola di Amici e per l’EP “Un’ora di follia”, è salito per primo sul palco, interpretando il brano “Laguna”, una canzone che, come lui stesso aveva raccontato alla direttrice di Cosmopolitan Italia Martina Mozzati, parla di una storia che finisce, di un bisogno personale di ricordare senza voler dimenticare. Di fronte a lui, il trio di Ponte San Giovanni ha proposto “Nei miei DM”.
Il meccanismo di voto e il ruolo delle giurie nella scelta del primo finalista
Il verdetto che ha sancito il passaggio del turno non è stato immediato, ma ha richiesto l’elaborazione dei dati provenienti da tre diverse componenti. Come da regolamento, la giuria della Sala Stampa, Tv e Web ha espresso la propria preferenza con un peso del trentatré per cento, stessa percentuale attribuita alla giuria delle Radio. Il pubblico da casa, attraverso il televoto, ha inciso per il restante trentaquattro per cento. Una combinazione di pesi studiata per bilanciare il parere degli esperti con il gradimento popolare. Al termine della somma, il nome proclamato è stato quello di Nicolò Filippucci, che si è così guadagnato l’accesso alla finale della categoria, in programma nella terza serata. Subito dopo, la seconda semifinale ha visto contrapposti Mazzariello con “Manifestazione d’amore” e Angelica Bove con “Mattone”, sfida dalla quale è emersa vincitrice proprio Angelica Bove. I due finalisti, Filippucci e Bove, si contenderanno quindi il Titolo di vincitore assoluto delle Nuove Proposte di questa edizione.
L’alternanza sul palco tra i giovani e i big in gara
Conclusa la parentesi dedicata ai giovani, la macchina del Festival ha cambiato marcia, spostando l’attenzione sui big. Nella seconda serata si sono esibiti quindici dei trenta campioni in gara, un’alternanza che permette di diluire le performance e di mantenere alta l’attenzione del pubblico per tutte le serate. L’ordine di uscita, comunicato nei dettagli dalla Rai, ha visto alternarsi sul palco nomi come Patty Pravo con “Opera”, LDA e Aka7even in “Poesie clandestine”, Enrico Nigiotti, Tommaso Paradiso con “I romantici” e Elettra Lamborghini con “Voilà”. La serata è proseguita con le esibizioni di Ermal Meta, Levante, Bambole di pezza, Chiello, J-Ax, Nayt, Fulminacci, fino ad arrivare alle performance notturne di Fedez in duetto con Marco Masini in “Male necessario”, Dargen D’Amico con “Ai Ai” e Ditonellapiaga con “Che fastidio”. Per questi artisti, il meccanismo di voto era differente rispetto a quello applicato per le Nuove Proposte, basato esclusivamente sul televoto e sulla giuria delle Radio, con un peso paritario del cinquanta per cento ciascuno, finalizzato a stilare una classifica provvisoria di cui, a fine serata, sono state comunicate le prime cinque posizioni senza un ordine specifico.




