A Gaza, il racconto di Ruwaida Kamal Amer per non dimenticare Mariam
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Redazione Esteri
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Ruwaida Kamal Amer, giornalista e regista che opera a Gaza, nei pressi di Khan Younis, ha dedicato la sua voce, attraverso le pagine di Local Call e +972 Magazine, a narrare l'indicibile: il conflitto, la fame dilagante e le innumerevoli famiglie spezzate. I suoi reportage, che hanno trovato spazio su testate internazionali del calibro di Al Jazeera English ed Euronews, e che le sono valsi prestigiosi riconoscimenti come il Peabody e l'Edward R. Murrow Award, costituiscono un archivio crudele e necessario di questi mesi di guerra. In una sua recente testimonianza, ha ricordato la collega e amica Mariam, uccisa dalle forze israeliane, descrivendone la tenacia incrollabile con le parole: “Mariam non mollava mai”.
La determinazione di chi, come Mariam, continua a documentare nonostante tutto, si scontra con una realtà in cui i reporter sono diventati obiettivi. Un episodio, tra i molti, rimane emblematico per la sua brutalità: l’attacco contro un team giornalistico, nel quale l’ordine apparente di “spara alla telecamera” ha preceduto un massacro che ha portato alla morte di cinque colleghi, portando il bilancio totale a venti vittime. Dopo i primi colpi, un silenzio innaturale, rotto solo dall’arrivo dei soccorritori che si muovevano frettolosamente sulle scale dell’ospedale Nasser di Khan Younis, è stato il preludio di un secondo assalto, ancora più letale del primo.
Questa strage di professionisti dell’informazione – oltre duecento in quasi due anni, secondo il tragico conteggio ricordato durante una cerimonia di commemorazione a Bruxelles organizzata dalle associazioni di categoria – ha spinto Anthony Bellanger, segretario generale della Federazione Internazionale dei Giornalisti, ad affermare che non si era mai raggiunto “un livello così disastroso per la nostra professione dal 1926”. Mentre a Tel Aviv trecentocinquantamila persone scendevano in piazza per chiedere le dimissioni del primo ministro Netanyahu, il quale ha però ribadito la volontà di “proseguire l’offensiva a Gaza City”, i raid israeliani continuano.




