The Blood of Dawnwalker, i requisiti PC non lasciano scampo all’hardware di fascia media

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Quando uno studio indipendente come Rebel Wolves pubblica le specifiche tecniche del proprio gioco, spesso quel momento rivela una verità che molti giocatori preferirebbero ignorare: il divario, sempre più ampio, tra l’ambizione grafica delle nuove produzioni e la realtà dei computer domestici. Con The Blood of Dawnwalker, action RPG dal respiro dark fantasy che porta la firma – inevitabilmente, viene da aggiungere – di ex membri del team di The Witcher 3: Wild Hunt, la risposta è chiara fin da subito. Il Titolo, in arrivo il 3 settembre su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, si presenta come un’esperienza pensata per hardware recente; anzi, in alcuni scenari limite, per hardware recentissimo. La pubblicazione completa dei requisiti, avvenuta durante una presentazione in diretta che ha anche ufficializzato l’apertura dei preordini, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: chi possiede una configurazione di fascia media dovrà fare i conti con una realtà tecnica piuttosto severa.

Un appetito insaziabile di memoria video, già a 1080p

Analizzando nel dettaglio le tabelle diffuse dal team di sviluppo – un’operazione che copre cinque diverse fasce di prestazioni, dai preset minimi fino al 4K nativo a 60 fotogrammi al secondo – il primo elemento che colpisce riguarda la VRAM. Per giocare a 1080p con impostazioni su “Alto” e un frame rate stabile di 60 fps, gli sviluppatori indicano la necessità di una scheda grafica dotata di almeno 12 GB di memoria video; un riferimento preciso, quest’ultimo, che si traduce in componenti come la Nvidia RTX 5060 o la AMD RX 6800 XT. Si tratta di una soglia particolarmente elevata, se confrontata con gran parte delle produzioni uscite negli ultimi mesi, e diventa comprensibile solo tenendo presente un dettaglio cruciale: i valori comunicati da Rebel Wolves sono calcolati in condizioni di rendering nativo, ovvero senza alcun ricorso alle tecnologie di upscaling come DLSS di Nvidia o FSR di AMD. Questa scelta, per quanto trasparente sul piano della comunicazione, finisce per dipingere un quadro apparentemente più esigente di quello che – con ogni probabilità – sarà l’effettiva esperienza quotidiana per molti utenti.

Dai minimi accessibili al tetto rappresentato da una scheda da 2.000 dollari

Chi possiede un PC non proprio di ultimissima generazione non deve però sentirsi completamente escluso. La configurazione minima, pensata per il preset “Basso” a 1080p nativi e 30 fps, richiede una CPU come Intel Core i7-8700K o AMD Ryzen 7 3700X, 16 GB di RAM e una GPU con 6 GB di VRAM; in questa fascia rientrano soluzioni ormai datate come la Nvidia GTX 1070, la RTX 3050 o la AMD RX Vega 56. Salendo progressivamente di livello, la richiesta hardware si inasprisce in modo significativo: per il 1440p a 60 fps con dettagli su “Alto” servono una RTX 4070 Ti o una RX 7800 XT, mentre per il preset “Ultra” alla stessa risoluzione occorre una RTX 4080 o una RX 7900 XTX, entrambe con 16 GB di VRAM. L’apice di questa piramide tecnica – il caso limite che meglio sintetizza le ambizioni del progetto – riguarda il 4K nativo a 60 fps con impostazioni “Ultra”: per questo scenario Rebel Wolves indica senza mezzi termini la Nvidia RTX 5090, una scheda lanciata all’inizio del 2025 con un prezzo di listino già proibitivo per la stragrande maggioranza degli appassionati.

Lo stesso studio che ha scelto di raccontare le relazioni amorose su misura

Vale la pena, in questo contesto, ricordare che Rebel Wolves non è soltanto un team focalizzato sulla potenza bruta. Il creative director Mateusz Tomaszkiewicz – volto noto per il suo passato in CD Projekt Red – ha recentemente rivelato, nel corso di un’intervista, che The Blood of Dawnwalker includerà la possibilità di intrecciare relazioni amorose, una meccanica che lo studio ha voluto integrare nonostante le oggettive difficoltà di scrittura che essa comporta. “L’elemento romance è presente”, ha spiegato Tomaszkiewicz, “naturalmente spetta al giocatore decidere se intrattenere relazioni o meno”; in questo caso, tutte le linee narrative sarebbero state create su misura, con una scrittura di qualità e un’interazione altrettanto curata. Un’attenzione certosina per i dettagli narrativi che, ahinoi, non abbassa di un millimetro l’asticella posta dai requisiti di sistema. Se è vero che, nella pratica, l’attivazione di DLSS o FSR permetterà a molti giocatori di avvicinarsi alle prestazioni desiderate con hardware meno potente, rimane il fatto che la soglia d’ingresso per chi rifiuta i compromessi – o semplicemente pretende il massimo dalla propria esperienza – è oggi più alta che mai.

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