Dl Sicurezza, opposizioni in protesta in Senato: l’Aula sospesa tra cori e tensione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Palazzo Madama, questa mattina, è diventato lo scenario di un durissimo scontro politico sul decreto Sicurezza, ormai prossimo alla conversione in legge dopo il via libera della Camera del 28 maggio. All’apertura dei lavori, i senatori delle opposizioni – tra cui esponenti di Pd, M5s e Avs – hanno occupato l’emiciclo sedendosi a terra, voltando le spalle ai banchi del governo e scandendo slogan come "vergogna" e "pagliacci", mentre alcuni brandivano cartelli con la scritta "denunciateci tutti".

La protesta, organizzata per contestare quello che viene definito un "decreto paura", ha costretto il presidente del Senato Ignazio La Russa a sospendere temporaneamente la seduta, dopo un iniziale tentativo di proseguire nonostante il caos. Le critiche delle minoranze si concentrano su diversi punti del provvedimento, dall’inasprimento delle norme sui blocchi stradali alle misure contro le proteste nei centri di detenzione, considerate un attacco al "dissenso nelle sue varie forme".

Il voto finale, previsto oggi dopo la fiducia posta ieri dall’esecutivo, rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’approvazione definitiva, con il termine dei 60 giorni per la conversione in legge fissato al 10 giugno. L’Aula, tuttavia, è stata paralizzata dalle proteste, mentre la maggioranza accusa le opposizioni di ostruzionismo e queste replicano denunciando una "deriva autoritaria".

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