Nato e garanzie per Kiev, Mosca alza i toni: "Non accetteremo le loro truppe"
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Redazione Esteri
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Mentre la diplomazia, sebbene tra mille difficoltà, continua a tentare di riportare al tavolo i leader di Russia e Ucraina, la questione delle future garanzie di sicurezza per Kiev rimane il nodo cruciale dell’intera partita. L’Alleanza Atlantica, riunita in videoconferenza nel suo Comitato militare sotto la presidenza dell’ammiraglio Rob Bauer e con la partecipazione del nuovo comandante supremo in Europa, generale Grynkewich, sta infatti accelerando il lavoro per definire un pacchetto di misure a protezione dell’Ucraina, un impegno che il presidente Zelensky continua a rivendicare con forza come presupposto indispensabile per una pace stabile.
A questa prospettiva, però, Mosca oppone un netto e irrevocabile rifiuto. Il ministero degli Esteri russo, attraverso le parole di Sergey Lavrov, ha dichiarato che qualsiasi discussione su tali garanzie, qualora venisse condotta senza il coinvolgimento del Cremlino, risulterebbe del tutto «inutile», aggiungendo che la Russia «non accetterà la presenza delle loro truppe» in un contesto di sicurezza regionale. Lavrov, pur ribadendo una formale disponibilità al dialogo «in qualsiasi formato», ha posto l’accento sulla necessità di una preparazione meticolosa di ogni eventuale vertice, affinché non si traduca in un ulteriore peggioramento delle relazioni.
In un clima già teso, un episodio ha rischiato di inasprire ulteriormente la situazione: un drone non identificato, stando a quanto riportato dalle autorità di Varsavia, si è schiantato in un campo di mais nella Polonia orientale, esplodendo a soli quaranta chilometri dalla capitale. Sul posto, i militari polacchi hanno rinvenuto frammenti carbonizzati di metallo e plastica, il cui esame – com’è ovvio – sarà determinante per stabilirne l’origine e la natura, in un’area non lontana dal confine ucraino dove simili incidenti, per quanto rari, non sono del tutto inediti.




