Liste d’attesa in radiologia: il nodo irrisolto dell’Asp di Trapani
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Redazione Salute
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Marcello Campione, rappresentante provinciale del sindacato di radiologia ASSOCENDIS, non usa giri di parole: “Abbattere le attese si può, ma i pazienti non vengono”. La sua dichiarazione, rilasciata in merito al piano straordinario per il recupero degli esami diagnostici nella provincia di Trapani, mette in luce una delle principali criticità del sistema sanitario locale. Nonostante l’accordo con l’Asp per ottimizzare i tempi di attesa, poche persone si sono rivolte alle strutture disponibili, lasciando irrisolto un problema che affligge migliaia di cittadini. Campione, pur riconoscendo l’impegno dell’azienda sanitaria, sottolinea come la mancata partecipazione dei pazienti rischi di vanificare gli sforzi compiuti.
Intanto, il caso dei referti istologici in ritardo continua a sollevare polemiche. Daniela Faraoni, assessora regionale alla Salute, ha dichiarato che la situazione dell’Asp di Trapani “non dovrebbe esserci”, usando il condizionale per evitare di dare per scontata l’assenza di criticità altrove. Tuttavia, i dati sembrano indicare che, nel resto della Sicilia, i tempi di analisi degli esami siano nella norma. A Trapani, invece, i vetrini rimangono in attesa di essere esaminati, mentre i pazienti, spesso in condizioni gravi, attendono risposte che tardano ad arrivare.
Tra questi c’è Maria Cristina Gallo, una donna di 56 anni che, dopo otto mesi di attesa, ha scoperto di essere affetta da un cancro al quarto stadio, già in metastasi. La sua storia, come quella di molti altri, è emblematica di un sistema che fatica a garantire tempestività, soprattutto quando si tratta di diagnosi oncologiche. La Gallo, insegnante e malata, non chiede punizioni ma solo che la sanità trapanese “provi a non essere distratta”, come ha dichiarato in un’intervista. La sua vicenda, purtroppo, non è isolata e riflette una realtà in cui i ritardi possono costare caro, non solo in termini di salute ma anche di fiducia nelle istituzioni.
Proprio per affrontare queste criticità, si è tenuta venerdì scorso una Conferenza dei Sindaci alla presenza del direttore generale dell’Asp, Ferdinando Croce. L’incontro, convocato per discutere della salute dei cittadini del territorio, ha messo sul tavolo il problema dei 3300 esami ancora da refertare. Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, ha cercato di dare un ordine alle priorità, chiedendo risposte concrete per chi aspetta un referto istologico o un accesso alle visite specialistiche. Tranchida, consapevole dell’apprensione che accompagna chi è in attesa di una diagnosi, ha ribadito l’urgenza di intervenire per ridurre i tempi e garantire un servizio più efficiente.
La bufera che investe l’Asp di Trapani, tuttavia, non si limita ai ritardi. Dietro le quinte, si intravedono dinamiche di potere che rischiano di complicare ulteriormente la situazione. Mentre i cittadini attendono risposte, la macchina burocratica sembra muoversi a fatica, tra accordi non sfruttati e risorse che non sempre vengono impiegate al meglio. Il risultato è un sistema che, nonostante gli sforzi, fatica a garantire quel diritto alla salute sancito dalla Costituzione.




