Mps, la terna per l'ad e le valutazioni del board sui tre candidati
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Redazione Economia
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L’iter che ha portato alla definizione della lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena, un passaggio cruciale per la governance dell’istituto senese alla luce della recente integrazione con Mediobanca, è stato messo nero su bianco in un dossier di oltre cinquecento pagine pubblicato dalla banca. Il documento, reso pubblico dopo le interlocuzioni con la Banca Centrale Europea – che mercoledì 4 e venerdì 6 marzo aveva sollevato alcuni rilievi – ricostruisce nel dettaglio la procedura seguita dal board uscente per la selezione dei candidati, concentrandosi in particolare sui tre profili individuati per il ruolo di amministratore delegato: Fabrizio Palermo, attuale numero uno di Acea, Corrado Passera, banchiere ed ex ministro, e Carlo Vivaldi, a lungo in Unicredit.
Palermo e la matrice delle competenze, valutazioni a confronto per Passera e Vivaldi
Dall’analisi delle carte emerge come il comitato nomine abbia valutato i curricula dei tre manager attraverso una griglia di quindici ambiti di competenza, assegnando per ciascuno un giudizio su tre livelli: “molto approfondito”, “approfondito” e “di base”. Nel caso di Fabrizio Palermo, la cui candidatura è sostenuta da una dichiarazione formale sui requisiti di professionalità e onorabilità, la matrice attribuisce il livello massimo in tutti i quindici ambiti considerati, senza alcuna voce valutata a livelli intermedi. Un giudizio, questo, che il dossier motiva ripercorrendo il percorso del manager perugino, dalla direzione finanziaria di Fincantieri alla guida di Cassa Depositi e Prestiti tra il 2018 e il 2021, esperienze che – come si sottolinea – gli hanno garantito familiarità con organizzazioni di grande scala. Palermo, si legge nella documentazione, dichiara di poter agire con indipendenza di giudizio e di dedicare tempo adeguato all’incarico.
Leggermente diversa, seppur di un soffio, la valutazione riservata a Corrado Passera. Per l’ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo e fondatore di illimity, la cui carriera ha attraversato consulenza, industria, telecomunicazioni e incarichi di governo, la matrice delle competenze indica il livello “molto approfondito” in quattordici dei quindici ambiti. L’unica eccezione, dove il giudizio scende ad “approfondito”, riguarda la voce specifica sui “mercati e prodotti assicurativi e relativa regolamentazione”. Un profilo, quello di Passera, che il dossier arricchisce con il richiamo alla lunga esperienza in ruoli apicali, anche in questo caso certificata dalla dichiarazione di possesso dei requisiti di legge.
La posizione di Vivaldi e l’eccezione assicurativa
Una valutazione pressoché sovrapponibile a quella di Passera è stata attribuita a Carlo Vivaldi, il cui curriculum parla di una carriera trentennale in Unicredit, iniziata da cassiere e proseguita fino ai ruoli di chief financial officer e ceo della divisione Cee, con responsabilità su undici paesi. Anche per Vivaldi, infatti, la griglia del board assegna il livello “molto approfondito” in quattordici aree su quindici, replicando l’unico “approfondito” proprio in corrispondenza della medesima voce sui prodotti assicurativi. Un elemento, questo, che accomuna i due banchieri e che potrebbe aver attirato l’attenzione della Vigilanza europea, la quale avrebbe acceso un faro proprio sulle valutazioni compiute dal consiglio, chiedendo chiarimenti in merito alla procedura. La lista, va ricordato, arriva in un momento di profonda trasformazione per il gruppo: martedì prossimo è attesa la delibera sul concambio per la fusione con Mediobanca, che porterà al delisting di Piazzetta Cuccia, mentre in vista dell’assemblea del 15 aprile sono state già ritoccate al rialzo le proposte retributive per il prossimo triennio, per presidente, consiglieri e sindaci, in considerazione della nuova dimensione e complessità assunta dall’istituto dopo l’integrazione.
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