Tregua tra Israele e Iran annunciata da Trump, ma Teheran viola l’accordo. Netanyahu: «Pronti a colpire»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   «Il cessate il fuoco è ora in vigore. Non violatelo». Con queste parole, pubblicate su Truth Social, Donald Trump ha annunciato l’entrata in vigore di una tregua tra Israele e Iran, dopo giorni di escalation militare che ha tenuto il Medio Oriente sull’orlo di un conflitto più ampio. Ma l’accordo, definito dal presidente americano una «vittoria per il mondo», si è rivelato fragile: poche ore dopo, nuovi missili sono partiti dal nord di Israele, mentre fonti di intelligence confermano movimenti sospetti da parte delle milizie iraniane.

La reazione dei mercati alla notizia è stata immediata. I prezzi del petrolio greggio sono crollati del 2,5%, con cali paralleli dell’oro e un indebolimento del dollaro, segno che gli investitori hanno interpretato la tregua come un primo passo verso la stabilizzazione. Ma l’ottimismo è durato poco. Netanyahu, pur confermando l’accordo, ha avvertito: «Abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi, ma se Teheran continuerà a minacciarci, colpiremo il cuore del regime». Un messaggio chiaro, che lascia intendere come la tregua possa essere solo una pausa temporanea.

Dietro le quinte, la diplomazia americana ha lavorato a ritmo serrato. Mentre l’Iran lanciava missili su una base Usa in Qatar – attacco preannunciato e senza vittime – Trump e il suo team erano già impegnati a mediare tra le parti. Il presidente ha negoziato direttamente con Netanyahu, mentre il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio dialogavano con gli iraniani attraverso «canali diretti e indiretti», come ha rivelato un funzionario della Casa Bianca

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