Pirelli, Sinochem accusa: "Proposta iniqua". La replica: "Soci rispettati"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Le trattative tra Pirelli e Sinochem, principale azionista del gruppo con il 37% del capitale, si sono interrotte in un clima di crescente tensione. I cinesi, che controllano la società tramite Marco Polo International Italy, hanno definito "iniqua e squilibrata" la proposta avanzata per ridurre la loro quota, ritenuta necessaria per superare gli ostacoli normativi negli Stati Uniti. La replica italiana è stata netta: "Tutti i soci sono stati rispettati, e da parte di Marco Polo non è arrivata alcuna controproposta".
Lo stallo rischia di complicare i piani di espansione di Pirelli oltreoceano, dove le normative vietano l’utilizzo di tecnologie sensibili – come i Cyber Tyre, pneumatici in grado di raccogliere dati su pressione e temperatura – se un’azienda ha un azionista cinese con una partecipazione superiore al 25%. Un limite che Sinochem, almeno per ora, non sembra intenzionata ad accettare, nonostante le pressioni di Camfin, il veicolo di Marco Tronchetti Provera che detiene una quota minoritaria ma influente.
Intanto, i numeri del primo trimestre 2025 confermano la solidità finanziaria del gruppo: l’utile netto è salito a 127,2 milioni di euro (+26,7%), con ricavi a 1,76 miliardi (+3,7%) e un Ebit adjusted di 279,8 milioni, che porta il margine al 15,9%. Cifre che, però, non bastano a smorzare le divergenze in consiglio di amministrazione, dove la questione americana rimane irrisolta.




