Gran Piemonte 2026, da Asti a Bra la sfida iridata tra McNulty e Del Toro
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Redazione Sport
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Oggi il Piemonte torna a essere il cuore pulsante del ciclismo internazionale. Alle 12,10 da piazza Alfieri, ad Asti, prende il via la 110ª edizione del Gran Piemonte, classica d’autunno che da oltre un secolo accompagna la stagione verso il suo epilogo. Il traguardo è fissato a Bra, dopo 185 chilometri disegnati tra le colline delle Langhe, del Monferrato e del Roero, un percorso che non concede tregua e che si annuncia come l’ultimo grande banco di prova prima de Il Lombardia in programma sabato.
Un parterre di lusso con la maglia iridata
La corsa, organizzata da RCS Sport e inserita nel calendario della Coppa Italia delle Regioni, schiera al via quindici formazioni WorldTeam e dieci Professional, per un totale di venticinque squadre composte da sette corridori ciascuna. Il fascino di questa edizione risiede soprattutto nella presenza di Brandon McNulty, fresco campione del mondo su strada conquistato a Montreal, che si presenta sulla linea di partenza con la maglia iridata sulle spalle.
Lo statunitense, portacolori della UAE Team Emirates-XRG, ritrova in squadra Isaac Del Toro, vincitore uscente della corsa e secondo nella classifica mondiale di specialità. Il messicano, numero 1 sulla schiena, è reduce da una stagione di altissimo profilo, con dodici vittorie all’attivo, e cerca il bis dopo il successo ottenuto nel 2025 ad Acqui Terme, quando staccò di quaranta secondi lo svizzero Marc Hirschi e di quarantaquattro l’olandese Bauke Mollema.
Il percorso: dieci salite e il doppio passaggio a La Morra
Il tracciato, che misura 185 chilometri con un dislivello positivo complessivo di circa 2.600 metri, entra nel vivo fin dalle prime battute. Dopo la partenza dal cuore di Asti, i corridori affrontano un lungo tratto ondulato che li conduce verso Dogliani, attraversando le province di Asti e Cuneo. La selezione vera si costruisce nella parte conclusiva, quando il gruppo entra nel circuito finale di 34,7 chilometri che transita a poche centinaia di metri dal traguardo e sale verso Cherasco.
Il momento decisivo è rappresentato dalla doppia scalata de La Morra, una salita di 7,1 chilometri con pendenza media attorno al 3,8 per cento, da affrontare due volte nel finale. L’ultimo chilometro verso corso Garibaldi propone una rampa che tocca punte dell’otto per cento prima di spianare progressivamente negli ultimi cinquecento metri, con un rettilineo conclusivo di 250 metri in leggera salita.
I possibili protagonisti e le insidie della corsa
Se da un lato la UAE Team Emirates-XRG può contare su due punte di assoluto rilievo, dall’altro la concorrenza è agguerrita. Michael Matthews, argento iridato in Canada, si presenta con ambizioni concrete, supportato da una squadra costruita per controllare la corsa e arrivare a giocarsi le sue carte in un finale ristretto. Tra gli avversari più accreditati figurano il francese Romain Grégoire, il vincitore del Giro del Lazio Dorian Godon, Alberto Bettiol e Giulio Pellizzari.
Non mancano corridori capaci di anticipare la volatine con attacchi da lontano, come Mikkel Honoré, Matej Mohoric e Marc Hirschi. La corsa si preannuncia tattica, con il gruppo dei migliori che potrebbe frazionarsi già sulle prime rampe de La Morra e con la possibilità concreta che un drappello ristretto si giochi il successo sul rettilineo finale di Bra.
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