GranPiemonte 2026, da Asti a Bra con McNulty e Matthews: percorso e favoriti

GranPiemonte 2026, da Asti a Bra con McNulty e Matthews: percorso e favoriti
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Redazione Sport Redazione Sport   -   La 110ª edizione del GranPiemonte presented by Crédit Agricole scatterà domani, 8 ottobre, alle 12 da Piazza Alfieri ad Asti. La corsa, di categoria.Pro e inserita nel calendario della Coppa Italia delle Regioni, si concluderà a Bra dopo 185 chilometri attraverso le colline di Langhe, Monferrato e Roero.

Sono 25 le squadre al via, di cui 15 UCI WorldTeams.

Tra gli iscritti figurano Brandon McNulty e Michael Matthews, rispettivamente primo e secondo classificato nella rassegna mondiale di Montreal, oltre a Isaac Del Toro, quinto in Canada e vincitore dell'edizione 2025, e Mads Pedersen, sesto al Mondiale e vincitore della Maglia Verde al Tour de France.

Il percorso da Asti a Bra

La partenza da Asti immette i corridori in una prima parte molto ondulata, che si conclude a Dogliani dopo un continuo saliscendi su strade di collina a volte a carreggiata ridotta. Il primo ostacolo è la salita di Manera, 4,8 chilometri al 6,2% di pendenza media, che inizia circa 50 chilometri dopo il via. Seguono Tre Cunei, 8 chilometri al 3,9%, e Roddino, 5,5 chilometri al 4,9%. Dalla cima di quest'ultima mancheranno 45 chilometri all'ingresso nel circuito finale.

Il circuito conclusivo misura 34,7 chilometri e prevede due passaggi sulla salita de La Morra, 7,1 chilometri al 3,8% di pendenza media. Dopo il primo passaggio, il tracciato transita a poche centinaia di metri dall'arrivo di Bra e si dirige verso Cherasco, scalata dalla Strada Vecchia, per poi affrontare la seconda ascesa a La Morra e scendere verso Verduno e Pollenzo in direzione del traguardo.

Gli ultimi chilometri sono pianeggianti fino a circa 1800 metri dall'arrivo, quando la strada sale con pendenze agevoli del 2-3% fino ai 1500 metri; per un chilometro la pendenza si attesta attorno al 5%, con punte dell'8% poco prima dell'ultimo chilometro. Il rettilineo finale di 250 metri è in leggera salita, circa l'1%.

Attaccanti e velocisti si sfidano sulle salite pedali

Se fosse una tappa di un Grande Giro, il GranPiemonte 2026 avrebbe buone possibilità di concludersi in volata a ranghi quasi compatti. Non perché manchino le salite, sono comunque 2600 metri di dislivello, ma per la loro collocazione e difficoltà generale, che non spaventano troppo. D'altro canto, però, si tratta di una classica dal fascino antico, per cui ogni occasione e ogni salita, seppur pedalabile, può rappresentare il trampolino di lancio giusto per andare a caccia di un grande risultato.

La UAE Team Emirates-XRG si presenterà con il campione in carica Isaac Del Toro e il campione del mondo Brandon McNulty, per cui appare difficile che possa rimanere ferma a guardare l'evolversi della corsa. In caso di sprint, la squadra emiratina potrà contare su Jhonatan Narváez, tre volte vincitore di tappa al Giro quest'anno.

Al contrario, diversi atleti e le loro squadre faranno di tutto per tenere la corsa chiusa. Tra questi figurano Dorian Godon, a quota 6 successi stagionali di cui 5 nel WorldTour, il vicecampione del mondo Michael Matthews, che potrà contare su Andrea Vendrame e Mauro Schmid, Orluis Aular, Corbin Strong e Matteo Trentin.

Tra i possibili attaccanti ci sono Romain Grégoire, Mikkel Frølich Honoré, Giulio Pellizzari, Simone Gualdi, Afonso Eulálio, Alessandro Fancellu, Marc Hirschi, i norvegesi della Uno-X Mobility con Alexander Kamp e Sakarias Løland, e la XDS Astana con Alberto Bettiol, Simone Velasco e Thomas Silva.

La storia della corsa e il legame con Asti

Il GranPiemonte vanta un antico e solido legame con la città di Asti. Le prime tre edizioni, agli albori del secolo scorso, vennero infatti vinte dal "Diavolo Rosso" Giovanni Gerbi, il leggendario campione astigiano che sapeva infiammare le folle con le sue imprese. Asti ha ospitato per quattro volte la partenza del Giro del Piemonte o GranPiemonte, la prima addirittura nel 1907.

Il Giro del Piemonte tornò a parlare il dialetto astigiano il 6 maggio 1928. All'epoca la corsa fece registrare il trionfo dei corridori astigiani, che occuparono l'intero podio: primo Marco Giuntelli, secondo suo fratello Battista Giuntelli, terzo Amulio Viarengo.

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